E' scandaloso che la Regione Siciliana continui a spendere 2 Miliardi di Euro l'anno per stipendi senza nessuna strategia per losviluppo
Mai come in questo caso il vezzeggiativo “manovrina” appare un patetico e insopportabile tentativo di minimizzare la tragica gravità di un provvedimento sbagliato, quale logico epilogo di una teoria di errori e omissioni commessi dal Governo regionale Siciliano, che oggi è arrivato al capolinea.
D'altronde cos'altro ci si poteva aspettare da un personaggio come il Presidente Crocetta che, dal suo primo giorno di governo, ha mostrato di preferire i palcoscenici mediatici ai faticosi tavoli di lavoro di una Regione, certamente trovata già in condizioni precarie, ma che con la sua guida, è stata ridotta definitivamente allo stremo?
Come dimenticare la tracotante retorica di un Presidente che aveva presentato una legge finanziaria col trucco e senza coperture, definendola impudicamente la “più stupenda manovra finanziaria degli ultimi 20 anni”, che pochi giorni dopo fu orribilmente amputata dal Commissario dello Stato per la Sicilia, che impugnò 31 articoli su 40, segnando il record storico assoluto per una Regione tristemente abituata a impugnative invasive delle sue leggi?
E come reagì l'ineffabile Presidente della Regione? Semplicemente con la sua proverbiale demagogia e cioè attaccando per settimane il Commissario dello Stato reo, a suo dire, di usare due pesi e due misure, rispetto alla presunta tolleranza dimostrata in passato verso i precedenti Presidenti e chiedendo, come un bambino capriccioso, che gli si perdonasse la marachella.
Successivamente ha provato a presentare un'altra manovra, anche questa senza copertura finanziaria, vedendosi costretto alla fine ad optare, appunto, per la “manovrina”, il cui unico obbiettivo sarà di garantire il pagamento, per pochi mesi, degli stipendi a circa 30.000 dipendenti extra organico della Regione, ma retribuiti regolarmente dalla stessa, rinviando a data da destinarsi una fantomatica “manovra Ter” per completare la copertura delle retribuzioni per tutto l'anno e tentare di tappare qualcun altro, della miriade di buchi di un bilancio ormai definitivamente ingovernabile.
Tutto ciò ovviamente senza alcuna prospettiva di destinare neanche un euro allo sviluppo, al lavoro vero e non parassitario, ed ai servizi alle categorie più deboli, che anzi proprio la “Manovrina” abbandona al loro destino.
Infatti la norma che consente il pagamento delle spettanze ai circa 30.000 stipendiati, lo fa a discapito delle risorse per il sostegno dei disabili, per gli enti di assistenza e beneficenza, per i consultori familiari per la maternità, per le famiglie meno abbienti, per i buoni scuola, per le Università e le Accademie, per il credito alle piccole imprese e per centinaia di altre finalità sociali ed economiche.
Quindi questa è la sensibilità sociale di Crocetta che, per scongiurare la “macelleria sociale” degli stipendiati, ha condannato alla “macelleria sociale” le categorie più deboli e bisognose della società Siciliana.
La domanda è con quale diritto e soprattutto con quali criteri si è deciso chi graziare e chi no?
Forse con il criterio di non osteggiare il più forte?
Di chi era sindacalizzato, rispetto a chi non ha voce né rappresentanza?
La questione però in assoluto più grave è che la Regione Siciliana continui a spendere circa 2 miliardi di Euro l'anno per stipendi, senza nessuna strategia per lo sviluppo.
Una massa enorme di denaro, pari al 30 per cento dell'intera spesa per il personale di tutte le regioni Italiane, che è alla base del fallimento gestionale della Regione Siciliana, ed è la principale causa che l'ha ridotta al mortificante e sterile ruolo di mero “stipendificio” di posti di lavoro spesso senza lavoro e, quindi, in gran parte improduttivi per la collettività Isolana.
Per queste ragioni l'attuale Presidente e l'intera ARS sarebbe bene che facessero un sincero esame dei risultati della loro gestione e, senza ricorrere alla sperimentata liturgia di ricerca strumentale di altrui responsabilità, traggano le inevitabili conseguenze.