Nicola Bono - Sito Ufficiale

13/02/2007

FUORI DAL DECRETO BERSANI LA RIFORMA DELLA SCUOLA DI FIORONI

Nel corso dell'audizione del Ministro Fioroni in commissione cultura, richiesta dal capogruppo di AN, on. Nicola Bono, in ordine alla annunciata volontà di riscrittura dei programmi scolastici, lo stesso ha criticato il metodo di gestione, che ha definito demagogico e propagandistico, in riferimento anche alla lettera agli insegnanti. Bono ha quindi spiegato che "non abbiamo mai voluto contestare il diritto del Governo a decidere sui programmi scolastici. Riteniamo invece inaccettabile e offensivo che il Parlamento non sia stato investito del contenuto di queste modifiche e che sia stato informato solo attraverso gli organi di stampa. È gravissimo inoltre l'esproprio subito in ordine alle profonde modifiche dell'ordinamento scolastico introdotte nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Con questa procedura, infatti, le Commissioni Cultura di Camera e Senato sono state espropriate del diritto ad emendare, discutere e valutare approfonditamente materie di loro stretta competenza, visto che potranno esprimere solo un parere formale non vincolante sul provvedimento stesso. Una scelta grave quella di aver inserito i temi della riforma della scuola nel contesto di un provvedimento contenente decine di altre questioni, poiché significa avere di fatto impedito ogni approfondimento sulle specifiche materie".
"La Camera - ha proseguito il deputato di AN - potrà discutere sulla riforma della scuola di Fioroni solo per una manciata di minuti all'interno dei tempi contingentati destinati al dibattito, alle polemiche e agli scontri sui benzinai, sui barbieri e sulle altre decine di categorie interessate dal provvedimento. E' evidente che il Ministro Fioroni fugge il confronto con il Parlamento e ritiene furbescamente di avere trovato il sistema per la scientifica demolizione della Riforma Moratti. Provvedimenti delicatissimi come quello della cancellazione del riordino dell'Istituzione Tecnica Professionale o come l'estensione dei benefici fiscali delle Fondazioni alle scuole, che potrebbe essere l'anticamera della privatizzazione della scuola pubblica italiana, saranno esaminati in maniera superficiale e affrettata, oltre che da organismi carenti della necessaria competenza e informazione degli specifici contenuti".
"Un metodo inaccettabile questo - ha concluso Bono - che evidenzia una tendenza a legiferare senza controlli e senza confronti, che dovrebbe far riflettere anche gli esponenti politici della maggioranza di Governo, esclusi e spiazzati da un Ministro irrispettoso del Parlamento. Alleanza Nazionale si opporrà a questi provvedimenti e a questi metodi di aggiramento delle prerogative parlamentari, e in tal senso chiederà lo stralcio di questi argomenti dal decreto sulle liberalizzazioni, per poter consentire i doverosi approfondimenti, specie alla luce della inopportunità di modificare una riforma scolastica prima ancora che potesse essere attuata nella sua pienezza”.

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