Celebrata oggi l´inaugurazione del Centro di Italianistica costituito all'interno della Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro con l´intervento del Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, on. Nicola Bono.
Nel corso del suo intervento l´on. Bono ha dichiarato:
"La costituzione di un Centro di Italianistica presso la Biblioteca Nazionale di Rio de Janeiro, con la donazione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di un fondo di 2.750 libri, costituisce la realizzazione di un impegno assunto lo scorso anno, in occasione della Fiera del Libro di Rio de Janeiro, nel corso della quale l´Italia e´stata ospite d´onore. Un'iniziativa fortemente sollecitata anche da parte brasiliana, a conferma dell'interesse e della antica tradizione di amicizia che lega il più grande Paese dell'America Latina all'Italia. Un Paese in cui si calcola risieda la piu´consistente comunità italiana all´estero e che ha visto, finora, ben poche iniziative volte al sostegno della lingua italiana. Con l´istituzione del fondo del Centro di Italianistica, frutto di una selezione di testi finalizzati all´apprendimento della lingua, anche attraverso i migliori esempi dalla letteratura e saggistica, oltre che alla conoscenza dell´immenso Patrimonio culturale nazionale, si e´ inteso offrire uno spaccato il piu´significativo possibile del "Bel Paese", non solo per avvicinare alle proprie radici i componenti della folta comunita´italiana, molti dei quali non più italofoni, ma anche i Brasiliani di diversa origine, ma tuttavia interessati a conoscere meglio la nostra identità.
L´avvio del Centro di Italianistica a Rio de Janeiro, non solo non e´un fatto isolato nella strategia di diffusione della lingua italiana nel mondo, perche´segue iniziative simili a Buenos Aires, Alessandria d´Egitto, ed altre programmate a Melbourne e New York, ma costituisce il primo stadio di un piu´ambizioso programma che punta, attraverso la diffusione della lingua e della cultura italiana, a promuovere il Made in Italy che, proprio attraverso il messaggio culturale, può trarne quella spinta necessario a proiettarlo a livelli di competitività difficilmente eguagliabili".