Nicola Bono - Sito Ufficiale

09/04/2010

CONFERENZA REGIONALE SUL TURISMO – CATANIA SINTESI INTERVENTO DEL PRESIDENTE BONO

L’On. Nicola  Bono, presidente della provincia Regionale di Siracusa, è intervenuto in rappresentanza dell’URPS (Unione Regionali Province Siciliane) alla conferenza regionale per il turismo tenutasi oggi a Catania, alle Ciminiere.
Il presidente ha rilevato che “la posizione delle province siciliane sul turismo è da tempo estremamente chiara. E si era estrinsecata in una nelle proposte alla bozza del disegno di legge di modifica della legge regionale sul turismo (15-9-2005, n.10) che era stata oggetto, nei mesi scorsi, di un tavolo tecnico presso l’assessorato regionale finalizzato proprio alla sua modifica.
A distanza di mesi dalla presentazione delle proposte delle province, non si hanno notizie dell’ipotesi di riforma, mentre sono in atto modalità di parziale applicazione della normativa regionale da tutti considerata superata”.
 “In particolare – ha rilevato ancora il presidente Bono – innanzitutto vengono istituiti i servizi turistici regionali, ossia gli uffici periferici della Regione nelle varie province, senza chiarirne né ruolo né funzioni e soprattutto senza stabilire i livelli di compatibilità o di rispettiva differenziazione rispetto alle competenze delle province.
Poi sono state abolite le APIT, che di per sé una cosa positiva per le province siciliane, ma purtroppo ingiustificatamente si gravano le stesse dell’onere del pagamento degli stipendi di un personale ormai restituito alla Regione e quindi alle dipendenze di quest’ultima.
E ancora: sono stati istituiti i distretti turistici, fatto di per sé positivo; tuttavia nell’assenza di una chiara visione dei ruoli e delle competenze, essi rischiano di essere l’ennesima sovrastruttura destinata ad aggiungersi alle decine di migliaia di entità pubbliche e private che operano in maniera disordinata in un settore ritenuto unanimemente strategico per lo sviluppo dell’economia.
Da un tale contesto, che è soltanto uno spaccato di una più generale condizione di oggettiva disorganicità in cui versa il settore, si deve e si può uscire solo ad una condizione: e cioè che si metta subito mano ad una nuova governance del turismo ridisegnando ruoli e competenze della parte pubblica che opera nel settore. Ciò dev’essere fatto in un quadro di complessiva semplificazione e di una più puntuale individuazione dei veri obiettivi da perseguire: primo fra tutti la capacità di “fare sistema” mettendo in cima alla lista il traguardo di organizzare i territori sotto il profilo della capacità di attrarre, ancor prima dei turisti, gli investimenti allo scopo di garantire infrastrutture e standard qualitativi di servizi proporzionati ai costi degli stessi, nonché idonee politiche dell’accoglienza e quindi, in una parola, capacità di approntare una offerta turistica all’altezza della qualità della nostra isola”.
 

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