Il Sottosegretario di Stato Per i Beni e le Attività Culturali con delega per l'UNESCO, on. Nicola Bono, è intervenuto in merito alla notizia pubblicata sulla stampa, relativa all'intenzione di Legambiente di chiedere, all'indomani della sentenza del Consiglio di Stato di rigetto del ricorso, l'intervento dell'UNESCO per bloccare la costruzione del ponte sullo stretto di Messina.
"Non si può chiamare in causa l'UNESCO - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - per vicende che riguardano le problematiche interne al Paese, perché significa non solo non avere capito la funzione della lista del Patrimonio Mondiale, ma si rischia, altresì, di banalizzarne il ruolo, che non può certo essere invocato come il famoso "al lupo al lupo" delle fiabe, per intimidire ogni iniziativa relativa a nuove grandi opere. Infatti, l'intenzione di Legambiente di ricorrere all'eventuale riconoscimento UNESCO dello stretto solo per impedire la realizzazione di un'opera fondamentale come quella del ponte di Messina, appare inverosimile ed esagerata, oltre che del tutto inutile al raggiungimento del fine prefissato".
"A parte che con questa logica, - ha aggiunto il Sottosegretario - se fosse dipeso da Legambiente, non sarebbero state realizzate alcune tra le opere più significative dell'uomo, dal Colosso di Rodi al ponte di Brooklyn, per non parlare della Tour Eiffel e della Grande Muraglia Cinese, va chiarito che lo Stretto di Messina non è inserito neanche nella lista propositiva delle candidature per il riconoscimento e, quindi, allo stato non è proponibile. Qualora lo fosse stato e si volesse decidere, verificandone il possesso dei requisiti, per una sua candidatura, comunque i tempi tecnici per l'iscrizione sarebbero non inferiori ai due anni. In ultimo, occorre chiarire che l'UNESCO ha il potere di iscrivere, non iscrivere e, se mai, cancellare un sito nella Lista del Patrimonio Mondiale, non ha, invece autonomi poteri di intervento in ordine all'effettivo esercizio della tutela di un bene. Tali funzioni e i relativi strumenti di tutela sono competenza dei singoli Stati e, L'Italia, in questo senso, ha una delle più rigorose legislazioni di tutela del patrimonio culturale e naturale del mondo, al punto che è stata più volte presa a riferimento da parte degli altri paesi per redigere le loro normative in materia".
"Evitiamo quindi - ha concluso Bono - di inflazionare il ricorso all'UNESCO e di evocarlo a sproposito per tentare di ottenere impossibili solidarietà, per contrastare, nella fattispecie, un'opera di straordinaria rilevanza architettonica, economica e sociale, quale sarà il ponte sullo Stretto di Messina, la cui fattibilità è stata riconosciuta, non solo dalle rigide procedure di approvazione del progetto, ma anche dal recente pronunciamento di rigetto del ricorso delle associazioni ambientaliste, da parte della magistratura amministrativa".