Nicola Bono - Sito Ufficiale

18/10/2004

Lettera dell'on. Bono alle massime autorità siciliane per il il 'caso' Eolie

 Carissimi, Il dibattito in seno al Parlamento Siciliano sulla paventata deroga al Piano territoriale e paesistico, che consentirebbe la costruzione di nuove strutture alberghiere nelle isole Eolie, mi spinge a segnalare, doverosamente, la mia preoccupazione rispetto alle inevitabili conseguenze negative che tale provvedimento causerebbe, e ciò, ovviamente, non per entrare nel merito di una questione che appartiene interamente alla competenza regionale, bensì unicamente al fine di sottolineare il pericolo di come potrebbe essere recepita in seno all'Unesco, dove i timori per la tutela dell'eco-sistema delle Eolie sono purtroppo precedenti e in una certa misura giustificati.Le isole Eolie, infatti, riconosciute nel 2000 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, rappresentano l'unico sito di carattere naturale che l'Italia annovera nella World Heritage List, (gli altri 38 sono tutti di carattere culturale), ma il persistere delle attività estrattive aveva indotto gli organi di controllo dell'Unesco ad avanzare una serie di verifiche, la cui conclusione avrebbe potuto essere, addirittura, quella di una possibile cancellazione dell'iscrizione. Solo l'approvazione di un equilibrato e concordato Piano paesistico, e una forte azione diplomatica della delegazione italiana nel corso della 28° sessione dei lavori del Comitato, tenutasi in Cina a inizio estate, hanno scongiurato tale nefasta possibilità. Perdere il prestigioso riconoscimento, significherebbe infliggere un colpo mortale all'immagine e al prestigio dell'arcipelago, oltre che della Sicilia e dell'intero Paese, con ricadute disastrose proprio sul versante turistico, che con il provvedimento in esame si vorrebbe favorire e incrementare. Per scongiurare la cancellazione dalla lista dei siti Patrimonio dell'Umanità, abbiamo fatto perno su alcuni precisi impegni:1 „ nessuna cava di pomice è stata aperta negli ultimi tempi e non è stato concesso alcun ampliamento alle quattro che già operano nel sito;2 „ procedere al previsto recupero ambientale delle aree attualmente sfruttate dall'attività estrattiva, alla riconversione degli edifici industriali dismessi e alla loro trasformazione in strutture per la ricezione turistica, con la riqualificazione del personale addetto;3 „ assicurare, nel lungo periodo, il perseguimento di soluzioni per la chiusura definitiva delle cave, a compimento del processo di riqualificazione totale delle aree interessate.Per questo ogni ipotesi di deroga al Piano paesistico rischia di riaprire una verifica, nei fatti mai chiusa, ma incanalata in un percorso che non comporta, al momento, preoccupazioni circa la permanenza delle Eolie nella prestigiosa Lista Unesco. La cancellazione, al contrario, costituirebbe un tale smacco internazionale, da provocare un'inevitabile calo di presenze, annullando gli eventuali ritorni economici derivati da un'accresciuta ricettività.La strada da intraprendere, come sostengo ormai da anni, se si vogliono valorizzare le Eolie e incentivare il turismo culturale, va nella direzione esattamente opposta, e cioè oltre al rispetto del Piano paesistico, appare necessario sopprimere, quanto meno limitatamente al territorio Eoliano, le disposizioni della legge regionale n. 6 del 3/5/01, che facilita il rilascio di nuove concessioni estrattive.Ritengo quindi doveroso rivolgere un invito ad operare al fine di scongiurare ogni ipotesi di deroga al Piano paesistico esistente, ma anche e soprattutto sottolineare l'esigenza di abrogare norme che introducono automatismi per l'incremento delle concessioni estrattive, la cui attuazione renderebbe insostenibile il mantenimento dell'iscrizione nella Heritage List. Il dibattito in corso, da inoltre lo spunto per chiarire ulteriormente le modalità e gli indirizzi per assecondare le vocazioni allo sviluppo sostenibile delle aree di eccellenza, e operare per esaltarne le potenzialità. Già esistono gli strumenti, anche di carattere legislativo, per valorizzare i siti dotati di iscrizione nella lista Unesco, che rimane un privilegio riservato a poche aree di eccellenza in Italia e nel Mondo, e che mi auguro possa essere percepito in tutta la sua rilevanza e preso a base delle strategie per rispondere puntualmente alle attese di sviluppo economico e sociale.

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