Nicola Bono - Sito Ufficiale

03/01/2008

SILENZIO ASSORDANTE E UNA NOTA STONATA DA PARTE DELLA DEPUTAZIONE SICILIANA DI MAGGIORANZA SUI TRIBUTI SOSPESI

L'on. Nicola Bono è tornato sulla vicenda della mancata proroga per la definizione agevolata dei tributi relativi al terremoto del 1990 e ha dichiarato: "oltre all'assurdità del comportamento del Governo che, smentendo se stesso, ha consentito la pubblicazione del decreto "milleproroghe" senza il rinvio, già deciso dal Consiglio dei Ministri, per la definizione agevolata delle pendenze tributarie relative al terremoto del 1990 che colpì le province di Siracusa, Ragusa e Catania, ciò che lascia veramente esterrefatti è il silenzio assordante dell'intera deputazione Siciliana di centrosinistra, interrotto unicamente da una nota stonata del Senatore Bianco".
" da autorevole esponente della maggioranza, invece di operare affinché il Governo coerentemente onorasse un solenne impegno assunto con il Parlamento, il Senatore Bianco è intervenuto sulla vicenda, con una dichiarazione che lascia sbalorditi. L'ineffabile Senatore, principale responsabile della legge di riapertura dei termini per la definizione agevolata con la assurda aliquota del 30 per cento, e non del 10 per cento come era stato stabilito nella norma originaria, nel dichiarare bontà sua, l'impegno a far prorogare la data al 31 marzo 2008, ha però voluto pervicacemente ribadire il mantenimento della percentuale di definizione al 30. Mi chiedo perchè. E' come se in questi mesi l'illustre politico, dopo avere causato il danno, fosse andato a vivere su Marte e non avesse visto le iniziative delle associazioni professionali e delle organizzazioni di categoria delle tra province, che giustamente invocano e si battono per un'equa definizione dei tributi sospesi. Una battaglia di giustizia ma anche di assoluta opportunità. Infatti il 30 per cento che difende con tanto impegno il senatore Bianco - ha proseguito l'on. Nicola Bono - non solo costituisce una vergognosa disparità di trattamento che discrimina ingiustificatamente i contribuenti, ma è, inoltre, un inutile strumento di vessazione nei confronti dei cittadini interessati, senza peraltro arrecare alcun beneficio finanziario per l'erario. Infatti è noto che la sentenza della Corte di Cassazione del giugno 2007, attribuisce il diritto a tutti i contribuenti Siciliani terremotati, perfino a chi a suo tempo aveva onorato l'obbligazione tributaria, di pagare il 10 per cento per le tre annualità del 1990, ' 91 e '92. Lasciare l'aliquota del 30 per cento significherebbe quindi costringere i contribuenti a pagare e contemporaneamente a chiedere il rimborso del 20 per cento non dovuto e che lo stato non può negare. In tutta questa assurda vicenda l'unico ridicolo risultato sarebbe esclusivamente l'aumento esponenziale del contenzioso tributario, di cui certamente nessuno avverte il bisogno. Ecco perché la battaglia per l'abbattimento dal 30 al 10 per cento costituisce un imperativo di giustizia e correttezza giuridica, tributaria e civile e, soprattutto, non comporta alcuna conseguenza economica a carico del fisco".
"Per tali motivi invito -ha concluso l'On. Bono- tutti i colleghi parlamentari Siciliani, in particolare quelli eletti in rappresentanza delle province di Siracusa, Ragusa e Catania, soprattutto di maggioranza, essendo quelli di opposizione quasi tutti impegnati da tempo a sostegno di questa battaglia, a concordare una linea comune che ci consenta, già a partire dalla prossima settimana, in occasione della riapertura dei lavori della Camera dei deputati, un'azione concertata per l'ottenimento dell'immediato inserimento nel decreto non solo della doverosa e assolutamente dovuta proroga dei termini per la definizione agevolata al 31 marzo 2008, ma anche e soprattutto l'abbattimento dell'aliquota al 10 per cento, per chiudere definitivamente questa indecorosa vicenda che da troppo tempo molesta ingiustificatamente i contribuenti della Sicilia Sud Orientale".

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