“Alla luce delle ultime elezioni amministrative, e delle palesi contraddizioni emerse all’interno dello schieramento di centro-destra, più che una ‘Casa delle Libertà’, la coalizione in Sicilia sembra avviata a somigliare piuttosto a una "casa di tolleranza".
Così l’on. Nicola Bono, deputato di Alleanza Nazionale, ha commentato i risultati elettorali delle ultime elezioni amministrative in Sicilia, evidenziando che, in troppe circostanze la coalizione non è andata unita e, addirittura ad Avola si è andati contro natura, siglando un impresentabile accordo politico tra Forza Italia e tutti i partiti del centro-sinistra, DS compresi.
“Questo atteggiamento – ha proseguito Bono – anche dove si è vinto, non solo non può costituire per i suoi artefici alcun motivo di soddisfazione, ma rappresenta un grosso problema per gli assetti e gli equilibri presenti e futuri nella coalizione di centro-destra nell’isola. Oltre ad essere politicamente e moralmente inaccettabile, infatti, appare grave e ingiustificabile, da parte di partiti come Forza Italia e UDC, cercare di conseguire la vittoria ricorrendo a vergognosi 'inciuci', che, per altro, non potranno oggettivamente neanche garantire la governabilità degli enti locali interessati”.
“Il caso più eclatante di questa nascente ‘politica dell’inciucio’ – ha aggiunto il deputato di AN – è stato senza dubbio quello di Avola, dove, per puro egoismo di bottega, Forza Italia non ha sostenuto il sindaco uscente di AN e, pur di vincere, ha siglato un accordo, politico e non tecnico, con il centro-sinistra. Oltre all’apparentamento, sono infatti ben quattro gli assessori di sinistra nominati in giunta dal candidato sindaco di Forza Italia, e precisamente, uno della margherita, uno di area DS e due dell’UDEUR. Un accordo, e ciò appare l'aspetto certamente più inquietante, elevato peraltro al rango di "laboratorio sperimentale neocentrista", che corrisponde pericolosamente a quanto i "rutelliani" siciliani della Margherita, con sponde autorevoli in FI e UDC, stanno cercando da tempo di realizzare”.
“Per quanto ci riguarda – ha concluso Bono – la nostra correttezza e onestà politica e intellettuale non ci consente di avere su queste questioni posizioni accomodanti, e siccome restiamo convinti che la coerenza in politica rimane un valore irrinunciabile, riteniamo necessaria l'immediata apertura di una verifica politica in sede provinciale e regionale, circa la continuità dell’esistenza, e in tal caso a quali condizioni e regole, della Casa delle Libertà in Sicilia”.