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12/02/2013

BONO: SULLE PROBLEMATICHE DEI TRASPORTI NON TUTTA LA CLASSE POLITICA E’ STATA SILENTE O LATITANTE

Oltre quattro anni di battaglie politiche per squotere dal torpore il Governo regionale Siciliano neoi confronti dell'assunzione di responsabilità sullo strategico tema dei trasporti ferroviari nell'Isola.

“Non tutta la classe politica è stata silente o latitante di fronte alla progressiva smobilitazione delle Ferrovie dello Stato in Sicilia – ha dichiarato il Presidente della Provincia Regionale di Siracusa On Nicola Bono, in merito alla critica alla classe politica siracusana in ordine al deludente risultato derivante della firma del contratto di servizio con le FFSS -. Ma è certamente vero che non tutti hanno fatto il loro dovere lasciando anche questo settore in Sicilia e in particolare a Siracusa, nel più totale abbandono”
Il presidente della Provincia Regionale di Siracusa ha quindi ricordato che sin dal suo insediamento si è attivato, in collaborazione con il collega Franco Antoci, Presidente della Provincia Regionale di Ragusa, per sviluppare una serie di azioni tendenti in primo luogo a sollecitare la Regione Siciliana a sottoscrivere il contratto di Servizio con Ferrovie dello Stato, in modo da sbloccare anche l’accordo di Programma quadro sui trasporti ferroviari che comportava oltre 100 milioni di euro di investimenti statali nell’Isola; e in secondo luogo per presentare la piattaforma delle opere ritenute essenziali per l’ammodernamento della rete ferroviaria della Sicilia Sud Orientale e, in particolare delle province di Siracusa e Ragusa, da realizzarsi appunto con le risorse contenute nell’accordo di Programma quadro. Dal 2009, anno in cui è partita l’azione rivendicativa delle due Province con l’invito a Siracusa dell’assessore regionale alle Infrastrutture On Strano, sono state oltre 25 le occasioni di incontri, iniziative e manifestazioni, organizzate nell’arco di 4 anni, per sollecitare la Regione a fare il proprio dovere e rispettare una legge che, da oltre 10 anni, le imponeva di assumere le proprie responsabilità in materia di trasporti ferroviari.
“Non c’è stato un solo assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti che non sia stato compulsato da me e dal collega Antoci – ha continuato il presidente Bono – a partire oltre che da Strano, dall’assessore Gentile fino a Pier Carmelo Russo, ed avendo come punto fisso d’interlocuzione il direttore regionale Vincenzo Salgares. Mi piace ricordare tra le date più importanti di queste decine di incontri, la visita a Siracusa dell’on. Strano il 16 novembre del 2009, l’incontro con l’on. Gentile il 15 aprile 2011, gli appuntamenti per il ripristino del Treno Barocco sia nel 2010 che nel 2011, l’incontro con l’assessore Pier Carmelo Russo il 27 ottobre del 2010, la predisposizione della “Piattaforma Siracusa” il 21 novembre del 2010, le iniziative a difesa del “Corridoio 1” del 12 luglio del 2011, la mozione contro i tagli nei trasporti pubblici approvata dal consiglio provinciale di Siracusa il 2 settembre del 2011, l’incontro a Ragusa sulla piattaforma rivendicativa del 27 febbraio 2012, l’incontro con l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Moretti del 12 luglio del 2012, fino alla lettera di richiesta d’incontro inviata all’attuale assessore regionale ai Trasporti Bartolotta dello scorso 12 gennaio. In tutte queste innumerevoli iniziative nell’arco di oltre 4 anni, gli unici punti fermi sono stati sia l’inesistenza di qualunque azione di supporto da parte della deputazione nazionale e in particolare regionale, sia, conseguentemente la totale mancanza di azioni politiche per indurre la Regione Siciliana a uscire dal suo torpore e assumersi le sue responsabilità in materia. Del tutto inesistente poi qualsivoglia iniziativa a sostegno della “Piattaforma Siracusa”, che è rimasta un manifesto di intenti, salvo oggi gridare al tradimento perché nell’accordo siglato tra la Regione e le Ferrovie dello Stato il territorio siracusano appare penalizzato e marginalizzato. La verità è che c’è un tempo giusto per ogni cosa, e che quando non c’è la sensibilità di capire i bisogni veri di un territorio, neanche quando sono frutto di un’attenta analisi e realizzano un’articolata programmazione, la conseguenza è che chi avrebbe la responsabilità della rappresentanza politica non s’attiva e non s’intesta alcuna proposta né ingaggia alcuna battaglia né politica né tantomeno parlamentare per ottenere i risultati piuttosto che lamentarsi delle esclusioni. Non occorre certo ricordare, che sono i Parlamenti che dovrebbero dare le linee guida ai governi, specie se, come è accaduto nella nostra Regione, i vari governi di tutti i colori politici, hanno mantenuto il comune denominatore della totale latitanza rispetto alla tutela dell’interesse pubblico, che è inequivocabilmente mantenere al più alto livello di efficienza le infrastrutture di trasporto, propedeutiche a qualunque politica di sviluppo. In ogni caso, ritengo inopportuno tacciare l’intera classe politica di inattività in materia, mentre reputo più corretto individuare specifici livelli di responsabilità, anche per evitare in futuro di commettere gli stessi errori”.

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