Il Sottosegretario di Stato On.le Nicola Bono, intervenendo al convegno organizzato dall'Associazione Gulliver "Legislazione cinematografica: prospettive e proposte" ha manifestato tutto l'interesse del Governo per un settore, quello cinematografico, che può considerarsi uno degli strumenti di comunicazione di maggiore impatto.Il confronto ha una particolare rilevanza in un momento in cui è avviato il processo di modifica basato su elementi fondamentali. La Camera ha già votato la legge delega, dove all'art. 5 bis, nell'ambito delle competenze del Ministero per i beni e le attività culturali, è prevista la riforma dei meccanismi di intervento.Nel contesto di linee guida prestabilite, il decreto legislativo non sarà fatto nel segreto di una stanza ma si istituiranno tavoli di confronto, il compito del governo sarà la sintesi politica delle proposte da armonizzare. Alcune indicazioni che giungono dal convegno sono subito condivisibili: superare strumenti insufficienti e non idonei ed ipotizzare percorsi che consentano al cinema di divenire più competitivo.L'elemento più evidente è l'endemica carenza di capitali privati nella produzione, nella promozione, nella distribuzione, bisogna quindi creare le premesse per l'attrazione di investimenti di capitali, anche da settori diversi.Oggi invece abbiamo forme di incentivi a pioggia, o basati su valutazioni discrezionali che mostrano la mancanza di un progetto di base e di una finalità di ritorno. La tax schelter non va demonizzata né enfatizzata, deve operarsi una rivisitazione dei meccanismi del mecenatismo Non dobbiamo sottovalutare l'importanza della promozione all'estero, che può essere gestita come adesso attraverso Italia Cinema ma può anche trovare altre forme di incentivazione del prodotto nazionale.Concordiamo soprattutto con l'esigenza di un grande impegno di investimento nella cultura perché niente deve far pensare ad una volontà di fuga o di riduzione dell'impegno dello StatoCultura è, mi piace ribadire questo concetto più volte espresso, un fattore strategico per affrontare la sfida della globalizzazione dell'economia, attraverso ampli margini di originalità di prodotti non clonabili non riproducibili. La globalizzazione non è un nemico da combattere ma un campo di calcio su cui si gioca una partita. Il cinema e la cultura può essere visto radici storiche ed ideologiche, caratterizzioine grande sforzo di esaltazione, battaglia a difesa della cultura e non solo gratificazione intellettuale.