Nicola Bono - Sito Ufficiale

14/11/2006

VINTA LA BATTAGLIA CONTRO LA REINTRODUZIONE DELLA TASSA DI SOGGIORNO

L’on. Nicola Bono, capogruppo di AN in Commissione Cultura della Camera dei Deputati, ha espresso la propria soddisfazione per l’avvenuta approvazione, da parte della Camera, degli emendamenti presentati da AN e dagli altri gruppi, soprattutto dell’opposizione, relativi alla abrogazione dell’art. 9 della Finanziaria che istituiva la tassa di soggiorno.
“È l’ennesima sconfitta di un governo che ha dato vita ad una manovra Finanziaria che passerà alla storia come ‘la Finanziaria della retromarcia’. Nel caso in specie, sono particolarmente soddisfatto – ha dichiarato l’on. Bono – per aver vinto la prima seria battaglia per cercare di modificare una manovra Finanziaria difficilmente migliorabile, ma che almeno non sarà ricordata per aver affossato il turismo. Va riconosciuto, in particolare, il merito ad AN per aver sostenuto, sin dall’inizio della discussione sulla Finanziaria, una decisa battaglia contro la reintroduzione della tassa di soggiorno, non a caso definita tra i sessantanove aumenti e istituzioni di nuove imposte, certamente la più demenziale. Come si faceva a non capire il danno che l’imposta di soggiorno avrebbe causato al settore turistico italiano, che ha difficoltà nella competitività internazionale a causa degli alti costi di gestione, di cui una delle componenti più rilevanti è proprio l’eccesso di carico tributario? L’introduzione della tassa di soggiorno avrebbe causato un effetto simile a quello dell’aumento di svariati punti percentuali dell’aliquota IVA, già tristemente al più alto livello tra quelle praticate nei principali Paesi turistici concorrenti. Una tassa, quindi, dannosa oltre che inutile, che non a caso è stata abolita circa venti anni fa, in quanto le operazioni di riscossione assorbivano interamente le entrate, vanificando qualsiasi possibilità di miglioramento nei servizi del turismo e nella gestione delle politiche dell’accoglienza”.
“Reintrodurre la tassa di Soggiorno – ha concluso Bono – sarebbe stato un ritorno al medioevo, quando per passare da una contea all’altra bisognava pagare il dazio. Un balzello antistorico e pericoloso, quindi, che avrebbe creato un sistema di tassazione anarchico e disorganico da parte delle diverse amministrazioni che avrebbero arrecato un ulteriore danno ad un settore strategico, le cui difficoltà penalizzano non solo i milioni di operatori del settore ma, oggettivamente, l’intera economia nazionale. Occorre, piuttosto, che il governo metta ordine nella giungla dei ticket che in maniera disordinata ed anarchica vanno fiorendo un po’ ovunque nel Paese, per la scelta perniciosa di sindaci che, per ‘fare cassa’ oggi, non riescono a vedere l’enorme danno che arrecano in prospettiva ai loro territori”.

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