L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, ha presieduto ieri al Teatro Valle, il convegno su "Atti Senza Senso: l'avanguardia teatrale degli anni '40".
All'incontro, oltre al Sottosegretario, hanno partecipato il regista Turi Vasile e Alberto Perrini, autori di uno dei tre atti, Pietrangelo Buttafuoco, noto opinionista, il regista Renato Giordano, che ha curato le rappresentazioni, il presidente dell'ENAP, Mario Pagano e i professori Fabio Pierangeli, Mario Verdone e Giovanni Antonucci, esperti di teatro.
La conferenza ha preceduto la prima rappresentazione, sempre al Teatro Valle, dopo circa sessant'anni, dello spettacolo "Atti Senza Senso".
"Attraverso questa operazione culturale - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha voluto recuperare la conoscenza di un pezzo di storia del teatro che, per ragioni puramente ideologiche, era stato rimosso, obliterando così un fenomeno, una esperienza e una capacità creativa che, evidentemente, "non meritavano" di essere considerate. Questo progetto di recuperare tutto ciò che un certo tipo di concezione della cultura aveva epurato ha dato vita in questa settimana, oltre alle rappresentazioni dei testi scritti dai ragazzi del GUF, all'avvio delle celebrazioni per il centenario della nascita di Leo Longanesi con il convegno tenutosi a Roma, che ha analizzato la figura di "Longanesi Giornalista".
"Con l'operazione di Atti Senza Senso - ha aggiunto il Sottosegretario - abbiamo inteso, non tanto effettuare una operazione di revisionismo storico ma, al contrario, recuperare un fondamentale tassello della creatività italiana che, nel periodo compreso tra gli anni trenta e quaranta del secolo scorso, fu particolarmente incisiva in tanti campi dell'arte, dalla pittura alla scultura, dall'architettura alla musica, dall'urbanistica, appunto, al teatro, con punte d'eccellenza quali quelle raggiunti dai teatri GUF, capaci di intuizioni e innovazioni coraggiose e rivoluzionarie, tali da essere oggettivamente anticipatrici di gusti, tendenze e sensibilità che poi si affermarono successivamente. Dobbiamo, quindi, avere la capacità di rivedere gli avvenimenti del nostro passato con un occhio sereno, guardando alla sostanza senza indulgere a ideologie o stereotipi che ne darebbero una visione distorta e, se possibile, estendere questo tipo di operazioni di recupero anche in altri ambiti culturali. Credo che con la rappresentazione di "Atti Senza Senso" abbiamo contribuito seriamente ad introdurre una metodologia di lavoro culturale che non ha precedenti nel nostro Paese. Queste rappresentazioni e i convegni organizzati, infatti, permetteranno a tutti di conoscere queste opere, consentendo di riappropriarci della nostra memoria, e riscoprire ciò che per interessi di parte era stato rimosso. È paradossale sapere, sessant'anni dopo, che negli anni quaranta in Italia, dei ragazzi avevano anticipato, con la loro effervescenza e creatività, quello che poi è diventata una delle più importanti contaminazioni culturali del secolo scorso e cioè il Teatro dell'Assurdo di Beckett, Brecht e Ionesco".
"L'iniziativa su Longanesi, invece - ha concluso Bono - ci ha permesso di comprendere un periodo e soprattutto un personaggio che è sempre stato all'opposizione, essendo oggettivamente antiregime durante il fascismo e anti-antifascista dopo il fascismo, in quanto oppositore del luogo comune e delle ideologie. L'anticonformismo di Longanesi, quindi, diventa un fatto culturalmente rilevante ma, stranamente, di quest'uomo, che è stato il padre del giornalismo moderno, dalla sua morte ad oggi non se ne è più parlato proprio perché, nella sua attività di giornalista, editore e disegnatore, ha sempre avuto la responsabilità di realizzare prodotti "non allineati". Ne abbiamo quindi discusso con dibattiti serrati e abbiamo messo in evidenza il ruolo del personaggio, il suo insegnamento, il suo magistero, quello cioè di un uomo interessato alla ricerca della natura dell'italianità che, in qualche modo, anticipò gli scenari che si sarebbero verificati negli anni successivi".