Perchè non ho firmato i quattro referndum relativi all'abolizione dell'ergastolo, del reato di clandestinità, del carcere per violazioni della normativa sugli stupefacenti e le modifiche della norma sull'otto per mille.
"Ho firmato i referendum relativi alla abolizione delle norme di esonero della responsabilità civile per dolo e colpa grave dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni. Un privilegio inaccettabile in uno stato di diritto, che appare ancora più grave in un Paese come l'Italia dove in media 125.000 processi l'anno finiscono in prescrizione,senza che nessuno abbia mai pagato per questo scempio di giustizia negata. Ho firmato per il referendum che riguarda l'abolizione della collocazione dei magistrati fuori ruolo e cioè per la cessazione di un sistema che consente a centinaia di magistrati di non esercitare il mestiere per il quale hanno vinto il concorso, per essere piuttosto collocati ai vertici dell'apparato amministrativo, a svolgere attività non essenziali e comunque estranee alle loro competenze. Se passa questo referendum tutti i magistrati fuori ruolo saranno costretti a tornare a lavorare nei tribunali, contribuendo finalmente a smaltire i processi e ridurre il rischio prescrizione. Ho firmato il referendum riguardante l'abolizione della custodia cautelare, perché sono d'accordo di limitare il ricorso al carcere, prima di una sentenza definitiva, solo per reati gravi. Ho firmato per la separazione delle carriere dei magistrati, che costituisce un altro dei punti fondamentali per garantire una reale giustizia ed elementari principi di legalità nel nostro paese, eliminando privilegi che, in questo caso, confliggono anche con il normale buonsenso. Ho firmato per il divorzio breve e cioè per il referendum che abolisce le lungaggini delle procedure e, in particolare, per l'abolizione dell'obbligo dei tre anni di separazione per ottenere il divorzio. Ho infine firmato il referendum per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che aveva già avuto un plebiscito di consensi in occasione delle precedenti consultazioni referendarie in materia, ma che è stato, insieme a quelli per la responsabilità civile dei magistrati, volutamente vanificato, da una classe politica senza dignità e quindi senza vergogna. Non ho firmato e se verranno ammessi alla consultazione, mi impegno sin da ora a votare e a fare votare No per gli altri quattro referendum ed esattamente, in primo luogo, per quello che prevede l'abolizione dell'ergastolo. Ritengo, infatti, che in un Paese dove quasi nessuno sconta la pena detentiva e che conseguentemente registra altissimi tassi di illegalità diffusa e bassi livelli di garanzia per la sicurezza pubblica, eliminare ufficialmente l'ergastolo costituirebbe un segnale assolutamente negativo di ulteriore lassismo, i cui effetti incentiverebbero la propensione a delinquere. Inoltre è noto come l'ergastolo, di fatto, sia ormai pochissimo irrogato e comunque quasi sempre condonato. Non ho firmato per l'abolizione del reato di clandestinità, perché ritengo che la normativa in materia in Italia sia tra le più avanzate e rispettose della dignità degli immigrati clandestini al mondo. Ritengo anche in questo caso un errore abbassare il livello di tutela giuridica del fenomeno, perché questo non farebbe altro che incoraggiare ulteriormente i purtroppo non pochi immigrati che vengono nel nostro Paese con evidenti intenzioni di perseguire attività illecite. Non ho firmato per il referendum che vuole abolire il carcere per violazioni di lieve entità della normativa sugli stupefacenti, e ciò perché ritengo che attraverso questa iniziativa si punti a contrastare la cultura del proibizionismo nell'uso di narcotici, che personalmente ho sempre fortemente sostenuto. Non ho firmato per il referendum relativo alla modifica della norma dell'8 × 1000, nella parte che destina il 50% circa delle somme incassate senza specifica indicazione dei soggetti beneficiari, non più alle confessioni religiose, come è stato finora, bensì alla stato. Non sono d'accordo con questa scelta, poiché ritengo che non solo lo stato finora non abbia dimostrato di utilizzare queste risorse meglio delle confessioni religiose, e quindi non si vede quale necessità ci sia di lasciare nella sua disponibilità queste somme aggiuntive, ma soprattutto perché sostenere tutte le confessioni religiose in un momento come questo, appare fondamentale al fine di contribuire ad alimentare il dialogo interreligioso e conseguentemente a mantenere la pace.
Mi auguro che entro il 15 settembre, giorno ultimo di raccolta delle firme, i cittadini italiani dimostrino di avere ancora una volta a cuore la soluzione dei problemi di legalità nel nostro paese, avendo ben presente che è l'inizio di una azione per l'abolizione dei privilegi nel nostro Paese contro tutte le caste.e nell'interesse del bene comune, e del diritto di ogni italiano di vivere in una società democratica e, per questo, basata su doveri e su diritti, nel pieno rispetto della dignità umana.”