È quanto ha chiesto l’on. Nicola Bono nel corso della seduta odierna della commissione antimafia, alla presenza del Procuratore Nazionale dott. Piero Grasso.
“Lo scontro in atto tra il Procuratore Nazionale dott. Grasso e il Procuratore di Palermo, dott. Francesco Messineo, che neanche il CSM è stato in grado di dirimere, costituisce un intollerabile anomalia del sistema che va immediatamente chiarita e rimossa, nel superiore interesse della comunità nazionale di vincere la guerra contro la criminalità organizzata e mafiosa”.
“Una vittoria che certo non può essere conquistata con le polemiche, i contrasti e le laceranti divisioni che stanno caratterizzando i più autorevoli vertici della magistratura impegnata in prima linea contro ‘cosanostra’, specie se oggetto del contendere – ha proseguito il parlamentare siciliano di AN – è proprio il metodo con cui organizzare gli uffici e attuare le migliori strategie investigative per debellare il fenomeno criminale. Appare ancora più inquietante, in tal senso, la rimaterializzazione di polemiche che sembravano definitivamente superate e archiviate e che rimandano alla fine degli anni ’80, con protagonisti dello spessore giudiziario e morale come i giudici Falcone e Borsellino, che furono i primi e più convinti assertori della necessità di scongiurare ‘spezzatini’ nella competenza dei magistrati inquirenti, impegnati nel fronte dell’antimafia. Ma, l’aspetto certamente più incomprensibile, è come tale polemica avvenga in un silenzio surreale da parte di tutti i soggetti politici e istituzionali, compresi coloro che non perdono occasione di esternare le loro opinioni anche per vicende marginali e perfino di ordinaria amministrazione sul fronte del contrasto alla criminalità mafiosa”.
“Per tutte queste ragioni – ha concluso Bono – ho chiesto al Procuratore Grasso se non ritenesse opportuno non perdere l’occasione di chiarire subito alla Commissione le ragioni del suo profondo dissenso rispetto alle scelte del Procuratore di Palermo Messineo e, contemporaneamente, al Presidente Forgione di aprire immediatamente un filone di audizioni e approfondimenti specifico sulla questione, per accertare fino in fondo la consistenza delle diverse posizioni in campo e, quindi, valutare, anche alla luce dell’esperienza trascorsa, la migliore strategia possibile per l’organizzazione degli uffici deputati a sostenere il maggior peso nel contrasto a ogni fenomeno di criminalità organizzata e mafiosa. Il Presidente Forgione nel prendere atto positivamente della richiesta, ha assunto formalmente l’impegno di inserirla, per la conseguente valutazione e deliberazione, nel prossimo ufficio di presidenza della Commissione”.