Nicola Bono - Sito Ufficiale

La lettura non va in esilio

INTERVENTO DEL SOTTOSEGRETARIO NICOLA BONO PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO LA LETTURA NON VA IN ESILIO

Chi sono i rifugiati? Nel mondo ce ne sono 22.000.000 e l'80% sono donne e bambini. Ogni giorno centinaia di persone diventano rifugiati. Purtroppo dagli albori della civiltà si sono create sempre condizioni che hanno prodotto nuovi esuli, nuovi rifugiati, quasi sempre deboli, indifesi e privati della libertà di pensiero. Nella Grecia classica si veniva iscritti sulle ostriche, oggi l'ostracismo è data dalle guerre, dai regimi illiberali, dalla povertà.Per questo l'iniziativa che presentiamo stasera,“La lettura non va in esilio" è particolarmente lodevole. Come Ministero per i Beni e le Attività Culturali siamo orgogliosi di poterci unire alla Fondazione Centro Astalli, istituzione di indiscutibile serietà e competenza, nel realizzare questo progetto.
Riflettere sulla condizione dell'esilio, su come viene vissuto da chi ne è vittima e far conoscere ai nostri ragazzi le vite, le esperienze di coloro che sono stati e sono più sfortunati di loro, credo possa contribuire in modo decisivo a progredire per allargare l'orizzonte esistenziale di tanti studenti, i quali spesso hanno solo una lontana e flebile eco di questo universo di disagio e sofferenza.
Di solito le persone cercano rifugio all'estero perché i loro diritti sono in grave pericolo. Quando la guerra, la miseria o l'oppressione diventano insopportabili, migliaia di persone cercano di migrare nelle grandi città o in altri paesi. A volte gli uomini partono da soli a volte sono famiglie intere che rischiano la propria vita per dover poi adattarsi ad una vita nuova. Così si trasformano e modificano il tessuto sociale dei luoghi dove si inventano una nuova vita.
Esse rompono il legame con il proprio Stato e cercano protezione in un altro paese, a causa della persecuzione da parte del loro governo o per mancanza di protezione.
Cercando la protezione di un altro Stato, i rifugiati non sempre incontrano una calda accoglienza. Tali situazioni sono motivo di viva preoccupazione sul piano del rispetto dei diritti umani.
Poiché i rifugiati sono stati spinti dalla necessità a lasciare il loro paese, essi godono di uno status di eccezione nel sistema internazionale. Sono persone che meritano un'attenzione particolare tanto che una agenzia specializzata delle Nazioni Unite, l'ACNUR, fu istituita per proteggerli e garantirne l'assistenza. Tuttavia questa agenzia e i Governi che la finanziano non sempre garantiscono il rispetto dei diritti umani. C'è ancora molto da fare.A livello internazionale, non c'è ancora un'analisi coordinata e un monitoraggio sufficiente sulla protezione dei rifugiati e la capacità di affrontare il problema in modo globale.
La maggior parte dei rifugiati, come dicevo all'inizio, sono donne e bambini. Malgrado la loro maggiore vulnerabilità durante la fuga o il soggiorno nei campi di accoglienza, essi trovano più difficoltà nell'accedere alla protezione. Recentemente queste differenze sono state oggetto delle linee-guida dell'ACNUR per la protezione delle donne e dei bambini rifugiati.
Credo che la cultura in questo senso possa fare molto. Conoscere direttamente le storie, ma anche leggere la letteratura che affrontato l'argomento può essere di enorme aiuto. Peraltro il programma del progetto prevede un viaggio che arriva molto indietro nel tempo.
Leggere Ovidio, Dante Alighieri, Victor Hugo, Milan Kundera o tanti altri, loro stessi spesso esuli e rifugiati, credo sarà un'esperienza che i ragazzi coinvolti nel progetto“La lettura non va in esilio" ricorderanno e mi auguro che possa far parte del loro bagaglio culturale ed esistenziale per tutta la vita.
Dunque, grazie ancora alla Fondazione Centro Astalli per questa iniziativa e un caro augurio che tutto vada per il meglio. Grazie.

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