L’on. Nicola Bono, insieme al collega Nino Lo Presti e ad altri 30 parlamentari di varia estrazione politica, hanno presentato un’interpellanza urgente al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale e al Ministro della Giustizia, per fare definitivamente luce sulle inquietanti vicende della gestione della Cassa di previdenza e assistenza dei ragionieri e dei periti commerciali, specie dopo l’evasiva e deludente risposta del Governo ad una loro precedente interrogazione in materia.
“Vogliamo sapere – ha spiegato Bono – l’esito della istruttoria annunciata dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, nella risposta alla precedente interrogazione, circa la sussistenza dei presupposti per l’adozione di provvedimenti cogenti di controllo sostituivo nei confronti della Cassa, nonché quali iniziative il Governo abbia intrapreso per fare chiarezza in tutta l’intrigata vicenda, che ha registrato dinamiche particolarmente inquietanti, che complessivamente hanno consentito la sottrazione della considerevole somma di ben 7 milioni di euro dalla disponibilità della Cassa dei Ragionieri. Inoltre, in questi mesi sono venuti alla luce altri elementi che contribuiscono a rendere ancora più confusa l’intera vicenda. Tra questi, le ragioni che hanno suggerito l’affido dell’attività di acquisto di un immobile ad un professionista già noto alla giustizia per svariati precedenti penali, nonché la inusuale richiesta, nel 2001, di un contributo straordinario di 100 mila lire ciascuno ai circa 40 mila iscritti all’albo, con esplicite modalità di gestione fuori bilancio, quale contributo straordinario, per non meglio precisate finalità di supporto al processo di riforma e unificazione dell’albo dei ragionieri con l’ordine dei Dottori Commercialisti”.
“Abbiamo inoltre chiesto – ha aggiunto il deputato di AN – se il Governo non ritenga di procedere con urgenza ad ogni opportuna verifica sulla gestione della Cassa di previdenza e assistenza dei ragionieri e periti commerciali e al suo eventuale commissariamento, così da avviare al più presto l’auspicato risanamento gestionale, a garanzia degli iscritti a quell’ente, che hanno il diritto, non solo di sapere come sono stati gestiti i loro contributi, ma anche di conoscere con certezza il loro futuro previdenziale, che non può essere garantito unicamente sull’ipotesi della improbabile unificazione con la Cassa dei dottori commercialisti, attesa peraltro l’indisponibilità di questi ultimi che, legittimamente, si rivendicano l’esclusiva destinazione delle risorse dell’ente previdenziale a favore unicamente di chi ne ha alimentato con i propri versamenti la dotazione. L’urgenza di definire il quadro previdenziale appare, inoltre, ancora più impellente alla luce dell’imminente avvio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili unificato, e della esigenza di indicare, quindi, a partire dal 1 gennaio 2008 ai nuovi iscritti l’ente previdenziale di appartenenza”.
“Bisogna fare immediata chiarezza – ha concluso Bono – sull’intera vicenda dell’unificazione dell’Ordine dei dottori e degli esperti contabili, specie in materia di gestione dei fondi previdenziali e dei contributi straordinari, per restituire certezza del diritto e serenità ad una categoria di professionisti che merita il rispetto delle istituzioni”.