Nicola Bono - Sito Ufficiale

07/11/2011

“MA CHE CI STIAMO A FARE NELL’U.E.?”

Dichiarazione del Presidente Bono in merito alla recente proposta della Commissione U.E. di declassare l’Aeroporto di Catania a scalo di secondo livello.

Ma che ci stiamo a fare nell’Unione Europea? Tra vincoli finanziari, regole di bilancio giustamente definite “stupide” perché contrarie alle più elementari logiche economiche e costanti tentativi di marginalizzazione del nostro territorio, continuare a stare in Europa appare un esercizio puramente masochistico. L’ennesimo schiaffo, infatti, alla Sicilia Orientale è la decisione della Commissione U.E. di relegare l’Aeroporto di Catania in “seconda fascia” rispetto agli interventi infrastrutturali da programmare da qui al 2050. Una scelta illogica e mortificante, come tante altre scelte dell’U.E. che, non avendo un governo politico che debba dare conto agli elettori, obbedisce alle logiche delle lobby, con buona pace dell’interesse generale e del buon senso. E così, il primo Aeroporto del mezzogiorno, sesto d’Italia, con i suoi 6.321.753 passeggeri, scopre di colpo che per la Commissione U.E. è un aeroporto di seconda categoria, perché l’Europa costruisce la graduatoria degli aeroporti non come è sempre stato finora e cioè con il bacino di utenza ( che per Catania è di 3.500.000 abitanti e serve 7 Province su 9 della Sicilia), bensì con un inedito nuovo criterio e cioè la dimensione di grande città con oltre 1.000.000 di abitanti. E così diventano di prima fascia, o come a Bruxelles amano definire, “Core Network”, aeroporti di gran lunga meno strategici come Genova, Torino e Bologna, che pur avendo un’area metropolitana di oltre 1.000.000 di abitanti, chissà perché hanno la metà del traffico aereo di Catania, e non l’aeroporto di Fontanarossa che invece secondo i parametri ordinari, ha tutti gli attributi per essere a pieno titolo di primissima fascia. Un contraddizione grave, che smentisce la precedente decisione, sempre della Commissione, di finanziare lo studio di fattibilità e la progettazione preliminare del Nodo intermodale dell’Aeroporto Internazionale di Catania per un milione di Euro. Una scelta sbagliata, che rischia di escludere l’Aeroporto di Catania dai finanziamenti, ben 37,1 miliardi di Euro per nuovi investimenti, riservati solo ai 10 Aeroporti qualificati “ Core” e che rischia di vanificare il piano di interventi per oltre 600 milioni di Euro, già avviato per rendere l’Aeroporto di Catania in grado di svolgere in pieno il suo ruolo di volano centrale dello sviluppo della Sicilia Centro – Orientale. Una sciocchezza, che rischia di emarginare l’area Sud – Orientale della Sicilia dai grandi corridoi Europei, a beneficio di altre aree, probabilmente più fortunate in quanto ad agganci istituzionali, che di corridoi ne hanno più d’uno. Ma questa ennesima penalizzazione della Commissione U.E., dopo il fallito tentativo di dirottare il Corridoio 1 da Palermo a Bari, non può e non deve passare. Per questo ho rivolto un invito al Presidente della SAC, Ing. Gaetano Mancini, di farsi parte attiva e convocare in tempi brevissimi la Deputazione Parlamentare Europea Siciliana, la deputazione Nazionale e Regionale, il Presidente della Regione, i Presidenti delle Province Regionali, le categorie sociali e produttive e quanti altri possano assumere ogni possibile azione tesa a tutelare il nostro diritto di essere a pieno titolo cittadini Europei di 1° Fascia”.

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