Nicola Bono - Sito Ufficiale

07/06/2006

RUTELLI, COME SEMPRE, MOLTO FUMO E NIENTE ARROSTO

“Come nella sua migliore tradizione, da Rutelli molto fumo e niente arrosto”.
Lo ha dichiarato l’on. Nicola Bono, capogruppo di Alleanza Nazionale della commissione Cultura della Camera dei Deputati, in ordine agli orientamenti programmatici del Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Rutelli.
“Le ultime dichiarazioni del Ministro Rutelli – ha dichiarato l’on. Bono – appaiono fumose e quasi esclusivamente finalizzate all’effetto annunzio, soprattutto per quanto riguarda le presunte novità in arrivo al Ministero. Se tali dichiarazioni dovessero essere confermate, infatti, si preannuncia una stagione di sterili proclami e di vuoto sostanziale nell’ambito della gestione del settore culturale. Preoccupanti, inoltre, le scarse conoscenza normative, palesate con la soddisfazione per l’aver evitato la fuga all’estero dell’Archivio di Vasari. E’ noto a tutti, infatti, che grazie al Nuovo Codice dei Beni Culturali, di cui si teorizza lo stravolgimento, i fondi archivistici rientrano a pieno titolo tra i Beni Culturali, per i quali c’è l’assoluto divieto di trasferimento all’estero”.
“Non si capisce – ha proseguito l’on. Bono – cosa si intenda per “profondi rimaneggiamenti” del Codice, senza peraltro alcun riferimento di merito, mentre è noto a tutti quanto sia apprezzato e condiviso il contenuto di tale strumento legislativo, che costituisce la più completa e incisiva normativa giuridica al mondo del settore, capace di farsi carico non solo della tutela, ma anche della valorizzazione del patrimonio culturale nazionale. In tal senso, appaiono squisitamente propagandistiche anche le invocazioni generiche per maggiori risorse pubbliche, insieme a una non meglio precisata strategia di defiscalizzazione”.
“Assolutamente contraddittorio anche il riferimento all’ARCUS, la cui costituzione è stata l’unica novità in questi anni in materia di risorse aggiuntive per il settore della cultura italiana, che tutto può essere tranne che ridotta a un mero strumento per la “normale programmazione ministeriale”. Sul funzionamento dell’ARCUS si può anche discutere, ma è evidente che non può essere intesa come una sorta di fondo di riserva del MiBAC. Per quanto riguarda poi il Turismo, il cui accorpamento con la cultura è l’unica positiva novità del Gabinetto Prodi, non si capisce in alcun modo la filosofia del neoministro, anche in relazione all’esigenza di definizione delle risorse, che al momento, per quanto attiene al Turismo, sono quasi totalmente all’interno di strumenti di politica industriale. Sarà questa la vera sfida che attende Governo e Parlamento, atteso che è proprio dalla capacità di armonizzazione di questi due comparti che dipende gran parte dello sviluppo economico e sociale del Paese”.

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