Nicola Bono presenta le proposte dell’UPI e, in particolare, quella di creare una vera e propria “Cabina di Regia” quale organo istituzionale di concertazione a livello nazionale, per realizzare una nuova, condivisa e incisiva politica per il turismo del nostro Paese.
L’On. Nicola Bono, che è il responsabile nazionale Turismo e Cultura dell’UPI (Unione Province Italiane), in occasione della quinta Conferenza Nazionale del Turismo, ha dichiarato:
“La perdita di competitività del turismo italiano, un tempo leader mondiale, è dovuta oltre che agli effetti della congiuntura internazionale, anche a numerose e antiche deficienze strutturali del sistema, che occorre assolutamente superare. Non si tratta quindi di chiedere più risorse o elaborare progetti, ma di rifondare la “governance” del settore, per una radicale riscrittura dei rapporti tra i diversi livelli istituzionali e tra questi e gli attori privati.
Sul piano delle proposte concrete, occorre quindi recuperare lo spirito del Comitato nazionale per il Turismo e cioè di una vera e propria “Cabina di Regia” quale organo istituzionale di concertazione tra il Governo Nazionale, le Regioni, le Province, i Comuni e gli operatori del settore per realizzare una nuova, condivisa e incisiva politica per il turismo del nostro Paese.
In questo senso ho registrato la disponibilità del coordinatore delle Regioni per il Turismo, Assessore Mauro Di Dalmazio, con cui si è concordato di costituire un tavolo permanente di confronto e coordinamento che va formato al più presto, essendo ormai ridotti i margini per l’assunzione di iniziative tese a invertire il pesante declino del comparto.
All’interno di tali strategie va recuperata al più presto l’azione per l’utilizzo dei fondi del Poin “Attrattori Culturali, Naturali e Turismo”, che a oltre tre anni dall’inizio del settennato di programmazione risultano totalmente inutilizzati, così come appare necessaria la piena attuazione del Codice dei beni culturali, soprattutto nella parte relativa al coinvolgimento dei privati nella gestione dei musei, delle aree archeologiche e paesaggistiche.
Occorre, infine, il recupero dello spirito della legge-quadro del turismo (L.135/2001), nella parte in cui individuava i sistemi turistici locali quali strumenti fondamentali per mettere a sistema l’organizzazione e promozione del prodotto turistico locale.
Auspico quindi che questa V Conferenza Nazionale rappresenti il momento di svolta per la rifondazione delle metodologie di gestione del settore turistico italiano, e contribuisca finalmente a fare superare l’attuale caos normativo, in favore della realizzazione di una governance delineata con chiarezza di ruoli e responsabilità dei diversi livelli istituzionali, in grado veramente di fare esprimere fino in fondo le enormi potenzialità di un comparto, che può concorrere più degli altri alla crescita, allo sviluppo e all’occupazione nel nostro Paese”.