Nicola Bono - Sito Ufficiale

Archivio del Mediterraneo

I Beni Archivistici, pur essendo meno visibili e noti rispetto ad altre competenze del Ministero per i beni e le attività culturali, meritano un'oculata politica di tutela e promozione.
Gli Archivi storici, infatti, costituiscono la fonte primaria di documentazione della storia del nostro Paese, di quella istituzionale e pubblica e di quella privata. Ma in passato questi fondamentali strumenti di trasmissione della memoria sono stati avvertiti come secondari rispetto ad altre istituzioni culturali italiane.
L'opinione pubblica, però, comincia a comprenderne l'importanza. Si è diffusa la consapevolezza di quanto possano contribuire a definire l'immagine della cultura italiana e della sua tradizione. In altre parole di quanto sia antica e sedimentata la nostra civiltà.
Voglio complimentarmi perciò con i promotori di quest'iniziativa editoriale, per aver voluto curare - in coincidenza con la presentazione del progetto per l'Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo - la pubblicazione di “Un millennio di Storia tra le carte d'archivio esempio di quali potenzialità offrano i fondi degli Archivi di Stato.
Gli Archivi siciliani conservano documenti degli ultimi mille anni e dimostrano quanto questo patrimonio sia essenziale per comprendere la Sicilia e la sua ricchissima storia. Come potremmo ricostruire, altrimenti, il ruolo di centralità della Sicilia e il suo essere stata punto di incontro tra Oriente e Occidente e tra Nord e Sud del Mediterraneo?
Gli Archivi Storici della Sicilia, dunque, sono anche Archivi d'Europa e dei Paesi del Mediterraneo.
La Sicilia appare dunque il luogo più indicato per ospitare e sviluppare un grande progetto di alto valore culturale: l'Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo. Questa nuova istituzione, oltre a favorire la cooperazione, diverrà sede di un Centro internazionale di ricerca e di documentazione per la storia dei Paesi del Mediterraneo e moderno strumento per gli studiosi e per il pubblico.
Al patrimonio documentario conservato negli Archivi di Stato siciliani, vorremmo che si unisse quello degli altri Paesi. Per questo ho chiesto il coinvolgimento e la presenza di autorevoli rappresentanti dei Ministeri competenti delle Nazioni interessate, oltre che, ovviamente, del Governo regionale e delle istituzioni pubbliche catanesi: l'Università degli Studi, il Comune e la Provincia.
Il valore di questa iniziativa ve ben oltre i confini della ricerca specialistica. I beni archivistici dell'Archivio Multimediale, se diffusi e valorizzati costituiranno un'occasione di conoscenza e quindi di pace tra i popoli del Mediterraneo.
Iniziative come questa danno una risposta concreta alla diffusa incertezza, inevitabile in momenti di trasformazione sociale e culturale come quello che stiamo vivendo, attraverso un percorso di conoscenza che restituisce una prospettiva politica e culturale coerente con la nostra tradizione umanistica.
Il progetto si realizzerà non a caso a Catania, città che per prima ha colto le numerose occasioni di sviluppo legate alle nuove tecnologie. Una città europea, con forte vocazione mediterranea, alla quale le principali istituzioni pubbliche, Comune, Provincia, Archivio di Stato e Università degli Studi, hanno voluto donare, attraverso questa iniziativa, un ruolo di assoluto primato anche in campo culturale.
Questo progetto, da me sostenuto fin dall'inizio, è stato curato ed elaborato dal dottor Aldo Sparti e dalla dottoressa Cristina Grasso, Dirigente e Vice Direttore Vicario dell'Archivio di Stato di Catania, ai quali rivolgo un particolare ringraziamento per la appassionata dedizione con cui hanno svolto fino ad oggi il loro compito.

ARCHIVIO STORICO
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