Nicola Bono - Sito Ufficiale

I Conferenza Siti UNESCO

L'opportunità di realizzare questa iniziativa non è stata sostenuta solo dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ma è il naturale sbocco di ciò che è emerso in occasione del trentennale della Fondazione dell'Heritage List dell'UNESCO, tenutosi a Venezia lo scorso novembre. In quell'occasione è stata ufficialmente annunciata la decisione di estendere l'obbligatorietà dei piani di gestione a tutti i siti iscritti.
Una decisione che deriva dalla preoccupazione che il riconoscimento si sia ormai trasformato in una sorta di titolo nobiliare improduttivo. Con i piani di gestioni, invece, si ritiene che ci possa essere un maggior impegno alla valorizzazione del sito nella Heritage List.
E' stato quindi adottato il principio di un monitoraggio costante delle politiche di conservazione applicate nei vari Stati Membri e, contemporaneamente, che tutti avessero perlomeno una linea di indirizzo comune, attraverso uno strumento di riferimento, il piano di gestione. L'Italia, leader mondiale insieme alla Spagna per numero di siti inseriti nella Lista UNESCO, aveva varie possibilità di scelta; poteva ricorrere alle circolari, sistema burocratico che a volte funziona, e che, comunque, mette a posto la coscienza di chi ha la responsabilità di governo; si poteva visitare luogo per luogo e chiederne conto ai vari responsabili; oppure, come abbiamo fatto, riunirsi tutti insieme per due giorni attorno a un tavolo per confrontarsi, per verificare lo stato di salute dei siti UNESCO italiani, per capire quali siano i problemi più rilevanti e con quali difficoltà ci si è dovuti misurare. Tutto ciò per trovare insieme le soluzioni idonee, per mettere a frutto le esperienze maturate, per fare un salto di qualità, verso l'adozione di strategie concrete di sviluppo, con ricadute importanti nell'occupazione.
L'obiettivo principale rimane la salvaguardia del bene e la necessità che sia consegnato inalterato ai posteri, affinché si consolidi la consapevolezza, in un Paese come l'Italia, di quanto sia importante tutelare e valorizzare i nostri beni.
Questo, in sintesi, l'obiettivo di questa Prima Conferenza Nazionale. Abbiamo voluto chiamarla Prima Conferenza Nazionale perché siamo convinti che torneremo a discutere di queste questioni, anche con l'aiuto di alcuni esperti nazionali e internazionali, che ringrazio e che ringrazierò man mano che prenderanno la parola.
E' con questo spirito e con questo auspicio che, in maniera solenne, dichiaro aperti i lavori della Prima Conferenza Nazionale dei Siti UNESCO.

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