Nicola Bono - Sito Ufficiale

12/06/2007

SENZA GARANZIE BANCARIE L’A.T.O. IDRICO NON VA DA NESSUNA PARTE

L’on. Nicola Bono (AN), in riferimento alla complessa questione della privatizzazione delle risorse idriche in provincia di Siracusa, ha dichiarato che “il problema non è di privatizzare o pubblicizzare le risorse idriche, ma di individuare soggetti credibili e che garantiscano le erogazioni del prezioso liquido ai prezzi più bassi possibili”.
“Così pare non essere in provincia di Siracusa – ha aggiunto il deputato di AN – poiché dopo che per ben due volte la gara è andata deserta, e dopo vari pareri legali per consentire ugualmente la individuazione del soggetto gestore, da circa due anni si assiste al tormentone della difficoltà ad ottenere le necessarie garanzie bancarie, a garanzia della esecutività del piano d’ambito trentennale. L’ennesima scorciatoia che sembrerebbe si voglia prendere da parte dell’assemblea dell’A.T.O. Idrico della provincia di Siracusa, di dare mandato al dirigente dell’ufficio appalti e contratti di provvedere alla stipula del contratto di concessione del S.I.I. con la società SOGEAS A.T.O. Idrico 8, assegnando a quest’ultima un termine di quattro mesi per produrre i contratti bancari, non solo è palesemente illegittimo, ma costituisce un forte rischio nei confronti della tutela dell’interesse pubblico”.
“Per questo -. ha proseguito l’on. Bono – ho presentato un’interrogazione al Ministro per le Infrastrutture in cui chiedo conto della correttezza e legittimità di quanto in animo da parte dell’assemblea dei sindaci che compongono l’A.T.O. idrico di Siracusa e del presidente Bruno Marziano, che ho inviato per conoscenza altresì al Presidente della Regione Cuffaro e all’Agenzia Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti della Regione Siciliana. Appare infatti incredibile che si voglia procedere in violazione dell’art. 10, comma 5 del bando di gara, che impone un piano finanziario garantito da impegno irrevocabile rilasciato da banche abilitate a provvedere ai finanziamenti necessari all’attuazione di quanto previsto nell’offerta, e che quindi prevede, all’atto della stipula della convenzione, che il concessionario documenti detto impegno, mediante l’esibizione di apposito contratto di finanziamento. Ancora più improbabile appare poi il fatto che una garanzia bancaria che non si è riuscita ad ottenere in circa due anni, possa miracolosamente materializzarsi entro quattro mesi dalla firma della convenzione. A parte la fragilità della procedura, che si presta facilmente a impugnative presso le autorità giurisdizionali competenti, ciò che appare assolutamente inconcepibile è la disinvoltura con cui si mette a repentaglio la realizzazione degli obiettivi di infrastrutturazione idrica della provincia che, con questa procedura, sarebbero prive di qualsivoglia garanzia finanziaria alla loro realizzazione”.
“Confido fortemente – ha concluso Bono- che sia il Presidente Marziano che i sindaci dei ventuno comuni della provincia di Siracusa, evitino di assumere tale perniciosa decisione e, piuttosto, affrontino in maniera seria e definitiva il tema di come individuare un gestore idoneo, soprattutto dal punto di vista patrimoniale, a farsi carico della delicatissima questione della infrastrutturazione e gestione del patrimonio idrico della nostra provincia”.

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