Nicola Bono - Sito Ufficiale

04/10/2007

RUTELLI SBAGLIA A INSISTERE NELL’AZIONE DI DETURPAMENTO DEL VITTORIANO

L'on. Nicola Bono, capogruppo di AN in Commissione Cultura della Camera, in replica alla risposta alla sua interrogazione con cui contestava l’istallazione dei nuovi ascensori nel monumento del Vittoriano, ha espresso non solo la sua più totale insoddisfazione, ma ha anche annunciato nuove iniziative parlamentari tese all’eliminazione di un inaccettabile deturpamento di uno dei monumenti più significativi e amati dal popolo italiano, anche perché destinato a onorare i caduti di tutte le guerre. Bono ha, infatti, vivacemente stigmatizzato l’insensibilità del Ministro Rutelli che nella risposta alla sua interrogazione non si è voluto fare carico della generale indignazione per un progetto profondamente invasivo del monumento, ma anzi lo ha giustificato ritenendolo compatibile con la carta del restauro del 1972. A parere di Bono, tale affermazione è del tutto infondata poiché mai la carta del restauro avrebbe potuto avallare la realizzazione di una struttura in vetro e ferro come quella che ha caratterizzato gli ascensori del Vittoriano che, al contrario, ha profondamente deturpato la compattezza estetica del complesso monumentale, minandone la originaria armonia e costituendone elemento ultroneo e del tutto incompatibile, essendo peraltro visibile a grande distanza da qualsiasi angolatura visiva. Una vera e propria superfetazione che stravolge il senso storico, artistico e monumentale dell’Altare della Patria e per il quale incredibilmente il Ministro avrebbe istituito un non meglio precisato ‘gruppo di lavoro’ al quale avrebbe demandato il compito “…di verificare l’esistenza dei presupposti e le ragioni di opportunità per una modifica del progetto approvato”.
“In questo ultimo passaggio – ha sottolineato Bono – appare l’insostenibile leggerezza di un Ministro che, a fronte del giudizio negativo del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, e cioè del suo organo consultivo istituzionale, che sulla questione ha più volte manifestato unanimemente e formalmente la sua contrarietà, ricorre all’istituzione di un organismo ad hoc, magari con l’intento di poterlo manipolare a proprio piacimento. Se il Ministro non si sente garantito dalle decisioni del Consiglio Superiore dei Beni Culturali si assuma la responsabilità di sciogliere l’organo, ma non è in alcun modo ammissibile che ne banalizzi il ruolo e, meno che mai, tenti di scavalcarlo con l’istituzione di un altro organo collegiale, non previsto da nessuna norma di legge. A fronte dell’insensibilità del Ministro Rutelli, presto la Camera, quindi, verrà investita di ulteriori iniziative per costringere il Governo ad ascoltare, oltre che la voce della cultura, soprattutto quella della ragionevolezza e del rispetto dei sentimenti più profondi del Popolo Italiano”.


 

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