Nicola Bono - Sito Ufficiale

28/02/2002

Organizzare economicamente i beni culturali è la chiave per garantire competitività al Sistema Paese

Il Sottosegretario per i beni e le attività culturali, con delega al turismo culturale, On. Nicola Bono, intervenendo alla Conferenza finale del progetto PISA e al lancio del Progetto DELTA ( Sviluppo dei sistemi culturali territoriali) ha sottolineato laa sua condivisione circa il percorso individuato dai due progetti, ideati e promossi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Italiano e che ha coinvolto quattro Paesi dell"Unione Europea (Italia, Grecia, Francia e Germania) e ben cinque extra Unione Europea (Marocco, Algeria, Tunisia, Autorità Palestinese e Israele). L"elemento di novità sviluppato dal progetto PISA e ulteriormente" approfondito nell'imminente avvio del" progetto DELTA, che è la sua naturale prosecuzione, ha continuato l'On.le Bono," è nella intuizione di individuare nei Beni Culturali l'elemento centrale di riferimento di politiche di sviluppo e di significativa ricaduta economica e sociale nei Paesi del Mediterraneo, da sempre" culla di civiltà. Un' orientamento, ha precisato Bono, non a caso ispirato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che su questo aspetto ha operato significativi approfondimenti ed ha assunto importanti decisioni politiche, come quella dell'approvazione della norma sulla gestione privata dei musei, delle aree archeologiche e paesistiche, nonché la volontà di rilancio dei "Sistemi Turistici Locali", quali strumento di individuazione, realizzazione e promozione" del "prodotto turistico locale" e cioè di una entità composita capace di esprimere l' identità culturale di aree geografiche delimitate. Un modo unico e moderno per mettere in sinergia investimenti pubblici e privati capaci di individuare nella Cultura linee operative di tutela e fruizione idonee ad esaltare la capacità competitiva del nostro Paese, attraverso la realizzazione di prodotti originali, unici, irripetibili. Un percorso, ha concluso Bono serio e convincente, valido per l'Italia perché risponde alle sue più nobili vocazioni, ma anche per i Paesi del bacino del Mediterraneo interessati ad uno sviluppo che si fondi sull'esaltazione delle proprie identità, nel quadro della ricerca e valorizzazione della comune identità culturale mediterranea.

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