L'on. Nicola Bono, capogruppo AN in Commissione Cultura della Camera, ha espresso la sua soddisfazione per l'avvenuta approvazione da parte del Senato del DL per la ratifica della convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale immateriale.
Bono, che nella scorsa legislatura è stato Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali con delega all'UNESCO, ed è stato tra gli artefici del prestigioso primato mondiale dell'Italia nella lista del patrimonio culturale e naturale, da tempo era impegnato a sollecitare Governo e Parlamento affinché si procedesse alla ratifica di questa convenzione.
Infatti a Gennaio, con un apposito ordine del giorno, aveva sollecitato una prima volta il Governo e, successivamente, a marzo con una risoluzione in Commissione Cultura, aveva reiterato il sollecito, sostenendo in ambedue le circostanze che appariva inaccettabile che il Paese leader in quanto a numero di siti riconosciuti Patrimonio dell'Umanità potesse accusare ritardi nella ratifica della fondamentale convenzione per la tutela e la protezione delle tradizioni popolari e degli usi e costumi dei popoli del mondo.
L'on. Bono ha quindi dichiarato:"Con l'approvazione del DL di ratifica si completa il sistema di tutela del patrimonio culturale concepito dall'UNESCO per salvaguardare la cultura mondiale in tutte le sue manifestazioni. Infatti, oltre alla Heritage List, costituita nel 1973, è stata ratificata lo scorso gennaio la convenzione per la tutela delle diversità culturali, che appunto, insieme alla convenzione sul patrimonio immateriale, costituiscono i tre strumenti al servizio degli obbiettivi complessivi di tutela. L'augurio, a questo punto, è che pur nei ristretti tempi a disposizione prima della chiusura della sessione parlamentare, anche alla luce degli o.d.g. e delle risoluzioni approvate, si possa procedere alla ratifica anche da parte della Camera, in modo da consentire da subito all'Italia di svolgere, a pieno titolo e senza alcuna limitazione, la sua funzione all'interno degli organi di gestione della delicata lista, la cui prima iscrizione sarà quella dei 'pupi siciliani' che da tempo sono stati individuati quale una tra le più genuine espressioni di tradizione popolare".