Nicola Bono - Sito Ufficiale

12/08/2005

Conferenza di Modica sulle Trivellazioni nel Val di Noto

L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, con delega per l'UNESCO, è intervenuto, oggi a Modica, alla conferenza stampa organizzata dal Sindaco Pietro Torchi, sulle problematiche relative alle perforazioni nei siti UNESCO Siciliani.
Alla conferenza, oltre all'on. Bono erano presenti anche il Sottosegretario per gli Affari Esteri, Giuseppe Drago, l'assessore al Turismo della Regione Siciliana, Fabio Granata e alcuni amministratori locali.
"Il lavoro che da anni il Ministero per i Beni e le Attività Culturali porta avanti per la tutela e la valorizzazione dei siti dichiarati dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - come è emerso anche dalla III Conferenza Nazionale dei siti UNESCO Italiani, che si è svolta a Torino nel maggio scorso, è volto a dotare tutti i siti di un Piano di Gestione e, conseguentemente, degli strumenti di attuazione costituiti dai "Sistemi Turistici Locali" o Distretti Culturali. Per questo, non solo non è vero che i Piani di Gestione non ci siano, ma, addirittura, proprio quello del Val di Noto è stato il primo di cui il nostro Paese si è dotato ed è stato determinante ai fini dell'iscrizione del sito nella World Heritage List nel 2002, dopo che, l'anno precedente, la domanda d'iscrizione era stata bocciata, proprio a causa della sua mancata redazione".
"Proprio l'attuazione di questo strumento - ha proseguito il Sottosegretario - indispensabile per la corretta gestione del patrimonio culturale, è incompatibile con l'autorizzazione alla ricerca di idrocarburi di qualsiasi tipo, fossero anche a basso impatto ambientale, poiché sarebbe un'attività del tutto estranea ai principi fondamentali del riconoscimento stesso. Il Piano di Gestione, infatti, individua e censisce tutte le specificità culturali del territorio, siano esse materiali o immateriali, insieme alle risorse pubbliche e private esistenti e potenziali e, individua tutte le strategie per una corretta politica di conservazione, fruizione e, quindi, sviluppo economico e sociale. Una sorta, quindi, di quadro programmatico di riferimento che si attua con l'adozione dei "Sistemi Turistici Locali" che, a loro volta, organizzano i fattori dello sviluppo sostenibile, fondato sul prodotto culturale locale e sulla sua conseguente organizzazione e promozione. Il Piano di Gestione, pertanto, non va confuso con il piano paesaggistico e, in nessun caso, può prevedere ipotesi di sviluppo in settori diversi da quello del turismo culturale e, meno che mai, in materia mineraria e/o estrattiva".
"Il Piano di Gestione del Val di Noto, inoltre, essendo stato già depositato presso l'UNESCO - ha concluso Bono - non può essere né modificato, né adattato a previsioni di altro tipo che, anche se inserite, non risolverebbero alcunché, non solo perché sarebbero contraddittorie con la naturale vocazione del territorio ma, soprattutto, perché l'UNESCO non le accetterebbe mai, come dimostra ampiamente il caso delle isole Eolie. Ciò anche in considerazione del fatto che il territorio circostante alla perimetrazione UNESCO e a maggior ragione nel caso del Val di Noto, rappresenta anch'esso un elemento fondamentale, per la conservazione e la fruizione, in quanto è caratterizzato da elementi di paesaggio culturale che va salvaguardato nella sua integrità viste le numerose testimonianze di epoche e civiltà diverse che rappresentano un unicum inestimabile. D'altronde occorre finalmente chiarire che l'UNESCO ha solo il potere di iscrivere, non iscrivere e, semmai, cancellare un sito dalla Lista del Patrimonio Mondiale; non ha certo poteri autonomi d'intervento per garantire la tutela. Questi poteri appartengono, esclusivamente, agli Stati membri e, in Sicilia, alla Regione. Per tali ragioni la polemica sulle trivellazioni nel Val di Noto appare fortemente inquietante e va definitivamente chiarito quali siano le linee d'indirizzo e, soprattutto, il modello di sviluppo che il Governo Regionale Siciliano intende adottare, senza più divisioni e polemiche devastanti e, soprattutto, in coerenza alla naturale vocazione della Sicilia".

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