L'on. Nicola Bono, capogruppo di AN in Commissione Cultura della Camera, in riferimento alla istallazione degli avveniristici ascensori sul Vittoriano, ha presentato un'interrogazione al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, per chiedere quali iniziative intenda intraprendere per verificare tutte le responsabilità nella inquietante vicenda e per recuperare l'originaria compattezza e virtuosa armonia estetica dell'Altare della Patria. I nuovi ascensori, infatti, inaugurati alla presenza dl Presidente della Repubblica lo scorso giugno, svettando con la parte finale della struttura al di sopra del monumento, determinano un impatto architettonico e artistico violento che sconvolge totalmente l'armonia del complesso monumentale, da qualsiasi parte lo si guardi.
"Un vero e proprio corpo estraneo - ha commentato l'on. Bono - che è in assoluto dispregio del delicato equilibrio architettonico e artistico del monumento, oltre che della sua valenza storica, culturale e simbolica, costituita dall'essere l'Altare della Patria e, quindi, il sacrario che onora la memoria dei caduti di tutte le guerre, e in cui è custodito simbolicamente il corpo del milite ignoto. La cosa che lascia maggiormente perplessi, poi, è il fatto che tale progetto sia stato approvato da una commissione composta da esperti che dovrebbero, al contrario, essere preposti alla tutela e rigorosa salvaguardia della conservazione dei beni culturali nazionali. La commissione ha chiaramente operato in palese contrasto con le più elementari regole del codice dei Beni Culturali, scartando un'altro progetto che prevedeva, più correttamente, la realizzazione di ascensori interni. Si è inoltre creato un pericoloso precedente per l'attività di tutela sugli interventi di privati in immobili con valenza culturale".
"Sembra - ha concluso il deputato di AN - che i Ministri di centrosinistra combattano una battaglia personale contro il Vittoriano. Dopo l'apposizione delle 'graziose' targhe in plexiglas istallate sul monumento qualche anno fa dall'allora Ministro Melandri, probabilmente per ricordare ai posteri il suo altrimenti anonimo passaggio ai Beni Culturali, Rutelli è riuscito in modo ancor più invasivo a dare un segno della sua amministrazione, con la realizzazione di una struttura che deturpa irrimediabilmente uno dei monumenti più significativi della Repubblica".