Nicola Bono - Sito Ufficiale

L'Italia nell'UNESCO

ANNUARIO DEI BENI CULTURALI
INTRODUZIONE DEL SOTTOSEGRETARIO, ON. NICOLA BONO SU
IL RUOLO DELL'ITALIA NELL'UNESCO

La quantità e la qualità del patrimonio artistico, architettonico, monumentale e paesaggistico dell'Italia comporta un'enorme responsabilità. Solo in tempi relativamente recenti però, ciò ha avuto una conseguenza politica - testimoniata da un'adeguata azione di governo. L'UNESCO è l'organismo internazionale, derivazione delle Nazioni Unite, delegato tra l'altro alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico mondiale. Fino al 1994 l'Italia era rappresentata nella Lista del Patrimonio dell'umanità solamente con dieci siti, meno di quanti non ne avesse per esempio la Germania. Attualmente la situazione appare profondamente mutata, tanto che siamo divenuti insieme alla Spagna la nazione con il maggior numero di siti iscritti, ben 37, includendo quello in comune con la Santa Sede.
La ricchezza di beni, artistici e ambientali, evidente a chiunque percorra in lungo e in largo il nostro Paese, trova oggi un più adeguato riscontro nella Lista del Patrimonio dell'umanità.
I progressi compiuti impongono però anche una revisione del nostro ruolo nell'UNESCO. L'Italia è tra i primi contribuenti a partecipazione cooperativistica (contributo volontario dato ai progetti di cooperazione multilaterale e bilaterale internazionali) e il quarto contribuente a contribuzione ordinaria (per quota associativa). Ciò nonostante l'Italia non esercita ancora un ruolo adeguato. Proprio su questo si è concentrata l'attività del governo.
L'Italia è in prima fila, insieme ad altri Paesi, per ottenere nel prossimo Programma e Bilancio dell'UNESCO (2004-2005) l'aumento delle risorse finanziarie destinate al Centro del Patrimonio Mondiale, delegato a verificare le candidature di nuovi siti, con particolare attenzione alla realizzazione della Convenzione del 1972, all'attività di formazione e training, nonché all'assistenza tecnica per i paesi sotto rappresentati per preparare i dossier di iscrizione. Tali maggiori risorse dovrebbero provenire dal bilancio ordinario, anche per riequilibrare in parte la sperequazione attuale che vede assegnare, su un totale di 610 milioni di dollari, solo 1 milione, pari allo 0,16% dell'intero stanziamento UNESCO, al Centro del Patrimonio Mondiale. Tale impostazione servirebbe, oltretutto, a favorire le iscrizioni dei siti dei Paesi sottorappresentati; in contrasto con insostenibili strategie perequative basate su vincoli burocratici e quantitativi, tendenti a mortificare le realtà statuali oggettivamente più qualificate.
In questo periodo - durante il quale si stanno ridefinendo i criteri di presentazione delle candidature dei siti e si ipotizzano quote che consentirebbero l'iscrizione di un solo sito per Paese, per un totale di trenta nuovi siti annui - l'Italia, che ha già manifestato il proprio dissenso verso tali nuovi limiti e potrà avere un ruolo importante e strategico.
Per esempio, la nostra esperienza nel campo della tutela, settore nel quale eccelliamo da sempre, può estendersi a molti altri Paesi ricchi di beni artistici o di patrimoni naturalistici. Un confronto e uno scambio continuo, di esperienze e di acquisizioni tecniche, può stimolare lo sviluppo delle capacità locali e quindi un effettivo riequilibrio della Lista. Ciò anche in vista della necessità di redigere i piani di gestione, requisito previsto dall'UNESCO a partire dal 2005 per tutte le candidature di nuovi siti.
L'obiettivo strategico, che risponde alle esigenze del nostro Paese, è quello di affiancare alle tradizionali norme di tutela, anche strumenti che consentano di coordinare e armonizzare le istanze di conservazione con le potenzialità di tipo socio-economico. Si tratta di evidenziare e promuovere la relazione tra il bene iscritto e le tradizioni produttive e culturali del territorio circostante. A tal fine, nel corso della I Conferenza dei Siti UNESCO italiani svoltasi a Noto il 9 e 10 maggio scorsi, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha invitato i responsabili dei siti a dotarsi al più presto, non oltre il 2004, di piani di gestione che rispondano a questi principi. Ma i piani di gestione sono solo il primo passo di un processo più complesso, che deve trovare nei“sistemi turistici locali" un naturale sviluppo, come peraltro previsto dalla legge 135/01.
E' ormai necessario un coordinamento istituzionale delle politiche di tutela e di valorizzazione dei siti italiani e, in questo senso, le nuove disposizioni Unesco associate allo strumento legislativo che istituisce i“sistemi turistici local" rappresentano un'opportunità da sfruttare. L'Italia ha l'occasione di divenire guida nelle politiche di conservazione e di accoglienza. Coniugare la tutela del nostro patrimonio con la possibilità di renderlo anche risorsa economica è l'obiettivo primario del governo. Per ottenerlo è necessario però introdurre una nuova concezione di turismo culturale: i visitatori del nostro Paese devono essere messi in condizione di comprendere come i monumenti e i musei non siano disgiunti dal territorio che li ospita.E' giusto cioè correlare il patrimonio artistico con la vita sociale e produttiva, ossia con le tradizioni dei luoghi che lo hanno espresso. A questo scopo è fondamentale studiare forme di collaborazione e coordinamento tra le istituzioni locali, le soprintendenze, le associazioni di categoria, le strutture alberghiere e il tessuto produttivo delle località interessate. Senza un vero e proprio patto d'azione congiunta tra il tessuto produttivo, le istituzioni culturali e le amministrazioni locali, difficilmente si riuscirà a perseguire l'ambizioso obiettivo di far divenire il turismo culturale una delle risorse economiche principali del nostro Paese.
In conclusione, si può riuscire nella virtuosa combinazione di riunire con il massimo profitto tutela e sviluppo in campo nazionale e divenire, allo stesso tempo, nazione guida all'interno degli organismi internazionali. La strada per perseguire questo scopo sarà lunga e laboriosa, ma ritengo che si siano individuati gli strumenti più corretti per percorrerla con successo.

ARCHIVIO STORICO
02/09/2008
12/04/2005
12/10/2004
22/03/2004
28/10/2003
13/09/2002