Dal 20 aprile al 20 MAGGIO ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI ROMA LA STORIA DELLE CONFRATERNITE, DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI MOSTRA CONFRATER SUM.
La mostra che oggi si inaugura è una ricostruzione storica dell'associazionismo laico - religioso delle confraternite attraverso i tesori di biblioteche, musei e archivi di Stato, organizzata dal Ministero ai Beni culturali e dal Conaco (il Comitato nazionale per la documentazione etnostorica delle confraternite del XIX secolo costituito due anni fa dallo stesso Ministero).
Ospita reperti altamente significativi come Statuti, Mariegole datati a partire dall'anno Mille, Insegne e tele del 700 ed alcuni manoscritti mai esposti fino ad oggi, patrimonio dell'archivio della Comunità ebraica di Roma e risalenti al 500
Queste fonti ci permettono non solo di ricostruire la storia delle confraternite ma anche la storia del vissuto del nostro Paese come sostiene Aurelio Rigoli, curatore della mostra e presidente del Conaco. Per questo motivo la mostra ha dato spazio anche all'aspetto più popolare di queste associazioni. Testimonianze della tradizione come modelli del carro di Santa Rosalia di Palermo (o del Cocchio di Sant'Efisio portato in processione a Cagliari o ancora: la riproduzione in terracotta della processione dell'Addolorata di Taranto e una statua lignea di San Gennaro del 1800).
Per il suo valore scientifico e storico documentario, la mostra non si concluderà a Roma ma sarà ospitata anche in altre regioni italiane,l'iniziativa fa parte di un progetto più ampio che prevede la realizzazione di una collana sulle confraternite in ogni regione d'Italia e una banca dati multimediale che ha già censito 20 mila confraternite, tra quelle soppresse e quelle ancora esistenti nel nostro Paese e che è consultabile attraverso il sito www.etnostoria.it.
Oltre alle confraternite cattoliche ed ebraiche, il catalogo affronta il tema delle confraternite del mondo islamico: come quella della Bektashìa, tra le più note e dibattute anche in Occidente. O dei Dervisci conosciuti per le loro danze caratteristiche ma poco per la loro natura confraternale. Infine, l'Ottocento è narrato attraverso reperti messi a disposizione dall'Arma dei carabinieri tra cui una tela dell'Ottocento che raffigura un recidivo come veniva soprannominato chi disturbava le processioni.