Nicola Bono - Sito Ufficiale

18/04/2002

Una legge per la musica che metta al centro l’operatore e che abbia lo scopo di ravvivare le tradizioni del Paese

Il Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, On. Nicola Bono, durante il suo intervento al Convegno Organizzato, in occasione della Settimana della Cultura, alla Biblioteca Alessandrina di Sant"Ivo alla Sapienza, sede dell"Archivio di Stato di Roma, ha dichiarato di ritenere decisamente importante il risultato conseguito attraverso i lavori parlamentari per il settore della musica.
Il riordino delle attività musicali andrà all"esame di un comitato ristretto che è stato già composto e, contrariamente ai disegni della scorsa legislatura, caratterizzati da un forte dirigismo, l'ipotesi che sta concretizzandosi pone al centro della norma l'operatore musicale.
Occorre individuare percorsi agevolativi funzionali e chiari, ha proseguito Bono, capaci di offrire certezza del diritto ad un settore, che, attraverso l'attività regolamentare, ha invece sofferto di incertezza e" " instabilità.
Il Sottosegretario di Stato ha auspicato un'ampia convergenza sulle decisioni che il Governo assumerà nell'iter di approvazione della legge e che intendono" affrontare la musica nella sua più ampia e completa accezione. Non più, ha ricordato Bono, soltanto per la parte lirica e sinfonica, come inteso dalla legge del 67, ma anche per la musica leggera, popolare, bandistica. Sono queste le forme attraverso cui la musica arriva a tutti i settori della popolazione e in tutte le aree del Paese e, anche fuori dai nostri confini, in particolare a quella specifica utenza composta dai nostri connazionali all'estero, desiderosi di" ritrovare le loro radici e le loro tradizioni.
Una riforma, ha concluso Bono, capace di sciogliere i nodi che hanno impedito al settore musicali di esprimere in pieno la sua potenzialità e che consenta il migliore utilizzo possibile delle risorse pubbliche che ci si augura aumentino in un quadro di razionalizzazione della spesa da orientare sempre di più verso la produzione artistica di qualità e la scoperta di nuovi dei nuovi talenti, e non viceversa, come capita di riscontrare in molti casi, specie nel settore delle fondazioni liriche, per far fronte a spese di gestione ordinaria o, peggio, di cattiva amministrazione.

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