Nicola Bono - Sito Ufficiale

14/12/2007

ENNESIMO SCHIAFFO DEL GOVERNO ALLA SICILIA

L’On. Nicola Bono (AN) ha fortemente criticato la decisione del Governo di non inserire l’emendamento concordato in sede di Commissione Bilancio, che avrebbe risolto in termini di giustizia e correttezza l’annosa questione dei tributi sospesi in seguito al terremoto del 1990, nelle province di Siracusa, Ragusa e Catania. L’on. Bono, che sin dall’inizio della sessione della Finanziaria ha seguito la vicenda relativa al sisma ’90 in ogni passaggio parlamentare, nella giornata di ieri aveva ottenuto l’importante risultato di far recepire all’unanimità, da parte dell’intera Commissione Bilancio, la sua proposta. In tal senso, il relatore alla finanziaria, on. Michele Ventura, aveva predisposto il seguente emendamento:

“dopo il comma 11, aggiungere il seguente:
11-bis. Allo scopo di evitare l’emersione di posizioni debitorie a carico dell’erario a seguito di eventuali richieste di rimborso da parte dei soggetti interessati, in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione n. 20641 del 27 giugno 2007, depositata il 1° ottobre 2007, all’articolo 3-quater, comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2006 n. 300, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17 le parole: “31 dicembre 2007” sono sostituite dalle seguenti: “31 marzo 2008” e le parole “30 per cento” sono sostituite dalle seguenti “10 per cento”.

Nella nottata il Governo, che per prassi costante ogni qualvolta che presenta maxiemendamenti su cui chiedere la fiducia, lo fa recependo le proposte provenienti dalla Commissione, eccezionalmente, e senza alcuna motivazione, né tecnica né politica, se non quella di volere mortificare la Sicilia, ha escluso il citato emendamento dal testo. A tal proposito l’on. Bono ha dichiarato:
“Sono sconcertato dal comportamento del Governo che evidenzia unicamente la volontà di penalizzare la vasta area della Sicilia Sud-Orientale e tutti i contribuenti ivi residenti. Mi rammarica ancora di più il fatto che, dopo giornate intere di discussione spese a convincere i colleghi della Commissione Bilancio, ero riuscito ad ottenere il risultato sperato, e perfino l’assenso del Governo stesso. Non si comprende, quindi, cosa sia potuto accadere durante la notte per far si che il governo cambiasse idea e, soprattutto, contravvenendo ad una prassi costante di rispetto del Parlamento, decidesse di non inserire nel testo dei maxiemendamenti, proprio l’intesa raggiunta sulla questione dei tributi sospesi nelle province di Siracusa, Ragusa e Catania”.
“Una decisione assolutamente illogica – ha aggiunto il deputato di AN – anche perché è a tutti noto che la sentenza della Cassazione del 27 giugno 2007, n.20641, consentirà a tutti i contribuenti di pagare il 30%, ma di ottenere successivamente il rimborso della somma pagata in più rispetto al 10% che risulta la percentuale riconosciuta congrua per definire le pendenze tributarie dei tre esercizi interessati dal 1990 al ’92. La respinsione della proposta di rinvio al 31 marzo 2008 e contemporaneamente la riduzione dal 30 al 10% dell’imposta da pagare, avrà un unico effetto, quello di fare esplodere il contenzioso tributario, obbligando i contribuenti a spese e fastidi senza che l’erario ottenga un solo centesimo di euro in più, rispetto a quello che avrebbe ottenuto recependo la proposta. Per quanto mi riguarda la battaglia non è finita. Ritengo che ci siano ancora margini per fare ragionare il Governo e per ottenere giustizia su una vicenda che rischia di diventare paradossale. Valuteremo le ulteriori iniziative da prendere nel corso della riunione del comitato per l’equo condono, che si terrà a Siracusa lunedì 17 dicembre, alle ore 10, presso la Camera di Commercio.

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