Nicola Bono - Sito Ufficiale

02/12/2013

BONO: IL RICONOSCIMENTO DI SCALO STRATEGICO PER L'AEROPORTO DI CATANIA È UN PREMIO DI CONSOLAZIONE”

La differenza tra la lista di aeroporti strategici dell'UE e quella Nazionale è di appena 37 Miliardi di Euro

“Il possibile inserimento dello scalo di Catania nella lista degli aeroporti strategici nazionali non può essere considerato un successo, ma semplicemente un atto dovuto. Si ha come l'impressione, però, che qualcuno, che forse ha la coscienza non del tutto candida nella vicenda dell'incredibile esclusione dalla “Core Network ” dell'UE, voglia spacciarlo come una sorta di premio di consolazione.” Così ha dichiarato l'On. Nicola Bono, già amministratore della SAC in rappresentanza della Provincia Regionale di Siracusa, in merito all'immotivato e pernicioso declassamento dell'aeroporto di Catania e alla notizia circa il suo inserimento nella lista degli aeroporti strategici d'Italia.
“Una vicenda della serie chi si contenta gode. Ma nella fattispecie c'è ben poco da godere, anche volendosi accontentare, perché c'è una sostanziale differenza tra la lista dell'UE e quella Italiana. Infatti mentre l'inserimento nella “core” consente l'accesso ai cospicui finanziamenti per la progettazione e realizzazione delle opere per il potenziamento della intermodalità dei trasporti, ammontanti a ben 37 miliardi di euro, l'inserimento nella lista strategica Nazionale è una specie di titolo nobiliare, quasi del tutto improduttivo di effetti concreti, ma solo di futuri improbabili vantaggi, e sempre a condizione che lo stato ne abbia le necessarie risorse. Più che una reale forma di riparazione al gravissimo vulnus dell'inspiegabile esclusione dalla “core list”, appare piuttosto come una promessa da marinaio, utile a creare false aspettative per fungere da deterrente alle sacrosante azioni, peraltro finora del tutto insignificanti, per il recupero dello scalo di Catania tra gli aeroporti strategici dell'UE. Per questo prendiamoci pure questa medaglia, ma non si abbassi la guardia rispetto alla battaglia, che ancora incredibilmente si stenta ad iniziare, per il raggiungimento del più importante obbiettivo per la tutela del futuro della nostra terra.”

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