BENEMERITI DELLA CULTURA E DELL'ARTE
Cerimonia di Conferimento, Palazzo del Quirinale, 10 Novembre 2004
Intervento del Sottosegretario, On. Nicola Bono
Signor Presidente della Repubblica,
Dando inizio alla cerimonia della consegna dei Diplomi ai Benemeriti della cultura e dell'arte mi è particolarmente gradito porgerLe il saluto del Ministro ed esprimerLe, anche a nome della Commissione che ha assegnato i Diplomi, i sentimenti della più sincera gratitudine per l'interesse che ha voluto testimoniare a questa nostra iniziativa. E nell'esprimerLe tali sentimenti, sono certo di interpretare il plauso di tutto il mondo della cultura e dell'arte.
Quest'anno i premiati, consentitemi il gioco di parole, eccellono nell'eccellenza. Non sono cioè solo personalità di indubbio valore che hanno contribuito con la loro opera a nobilitare la nostra cultura e a diffondere l'idea e l'immagine dell'Italia nel mondo. Sono personalità tali da superare l'appartenenza nazionale, l'italianità-della quale peraltro credo siano tutti orgogliosi- per assurgere a un livello extranazionale. In altre parole, voglio dire che sono arrivati a una sorta di empireo nel quale si parla un'unica lingua: quella della cultura e dell'arte, e si è cittadini non di una nazione ma del mondo.
E'certamente il caso dei musicisti, il Maestro Maurizio Pollini e il Maestro Uto Ughi, che con le loro interpretazioni hanno contribuito alla comprensione e alla diffusione della musica classica in tutto il mondo. O del compositore contemporaneo, Palo Conte, capace di imporre la sua inconfondibile cifra stilistica.
Lo stesso vale anche per i registi Ermanno Olmi e Giuseppe Tornatore, capaci di raccontare con le immagini storie nelle quali vengono esaltati sentimenti universali, seppur espressi in contesti apparentemente provinciali.
Ma anche i benemeriti della letteratura, Antonio Debenedetti, Raffaele La Capria, Dante Maffia, Anna Maria Rimoaldi e - in misura diversa ma non meno importante Attilio Caproni hanno contribuito a restituire alla nostra letteratura un respiro internazionale.
Per non parlare di Giorgetto Giugiaro, il cui nome è divenuto ormai sinonimo di auto belle e consegnate alla storia nei cinque continenti.
La nostra arte, moderna e contemporanea, intesa nel significato più largo e cosmopolita possibile, non sarebbe stata così conosciuta e apprezzata a livello internazionale se non fosse stata raccontata e interpretata da Achille Bonito Oliva e Maurizio Fagiolo Dell'Arco. Consentitemi di rivolgere un pensiero particolare a quest'ultimo, insigne studioso che ci ha lasciato prematuramente. Ma anche la nostra tradizione architettonica ha trovato in Giancarlo De Carlo, un pregevole continuatore e un acuto innovatore.
Ma ora in ultimo vorrei ricordare, e sono certo che gli altri Benemeriti non me ne vorranno, i Marescialli Aiutanti dell'Arma dei Carabinieri, Massimiliano Bruno e Alfio Ragazzi, caduti nell'esercizio del loro dovere durante il vile attentato a Nassirya, del quale dopodomani corre il primo anniversario. La loro missione di pace ha contribuito in modo determinante a tutelare e recuperare i beni archeologici irakeni saccheggiati durante il conflitto. L'opera loro e dei loro commilitoni, seppur oscura e a volte anonima, in tantissimi casi è indispensabile per preservare il patrimonio culturale dell'Umanità, un patrimonio che rappresenta quanto di più universale si possa immaginare nell'arte e nella cultura.
Grazie.