“Reintrodurre la Tassa di soggiorno – ha dichiarato l’on. Nicola Bono – è il ritorno ad un passato che era stato sconfessato da tutti, politici e operatori turistici, che avevano abrogato un balzello inutile, le cui operazioni di riscossione assorbivano per intero le entrate. Fu uno dei pochi casi in Italia, infatti, di razionalizzazione del sistema impositivo, proprio per la totale inutilità di una tassa che produceva effetti solo in termini di auto-alimentazione. Non si può poi pensare di aiutare il turismo con l’imposizione di nuove tassazioni e, pertanto, appare fortemente contraddittorio il Ministro per i Beni e le Attività Culturali con delega al turismo, Francesco Rutelli, che da un lato denuncia l’esagerazione dell’IVA sul turismo e ne teorizza improbabili riduzioni e dall’altro avalla l’istituzione di una torchiatura fiscale, che rischia di risultare esiziale per il turismo italiano, già sofferente per l’aggressiva concorrenza internazionale”.
“È veramente sconsolante – ha aggiunto Bono – assistere alle scelte perniciose di un Governo che, davanti alla moltitudine dei balzelli sotto forma di ticket turistici, incapace di mettere ordine in questa orgia impositiva delle amministrazioni locali che assumono posizioni sempre più rapaci e piratesche, non trova di meglio da fare che istituire la tassa di soggiorno, come elemento aggiuntivo di pressione fiscale, senza nessuna garanzia che questa torchiatura sui consumatori-turisti produca miglioramenti nei servizi del turismo e nella gestione delle politiche dell’accoglienza”.
“In altre parole – ha concluso Bono - si tratta dell’ennesima follia di un Governo afflitto da vampirismo fiscale che, se non rimossa, condannerà il turismo italiano a una crisi irreversibile”.