L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività culturali ha concluso, oggi pomeriggio presso Palazzo Vermexio a Siracusa, i lavori della Conferenza internazionale, organizzata nell'ambito delle celebrazioni per il riconoscimento del sito "Siracusa e le Necropoli Rupestri di Pantalica" da parte dell'UNESCO.
"L'iscrizione di Siracusa e Pantalica nella World Heritage List - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - non è solo un prestigioso riconoscimento per le bellezze storiche, architettoniche e naturalistiche del nostro territorio, ma anche un formidabile valore aggiunto per le prospettive di sviluppo di crescita civile e sociale. L'attestazione di Patrimonio dell'Umanità, infatti, non deve rappresentare un appagamento per ciò che fino ad oggi è stato fatto ma, al contrario, uno stimolo per intraprendere con ancora maggiore decisione quelle scelte di sviluppo sostenibile che in questi due giorni sono state discusse e illustrate. Un nuovo modello di sviluppo, quindi, che faccia del Turismo Culturale, per il quale questo territorio ha una naturale vocazione, il motore economico della Provincia di Siracusa e di tutta la Sicilia Sud Orientale".
"In questo senso - ha proseguito il Sottosegretario - appare fondamentale continuare quel virtuoso percorso metodologico iniziato nella fase di redazione del Piano di Gestione del sito, la cui valenza è ampiamente dimostrata dall'unanime plauso che la sua presentazione ricevette, lo scorso luglio, nel corso della sessione plenaria dell'UNESCO tenutasi a Durban. Quel momento, infatti, sancì definitivamente l'accettazione della candidatura di Siracusa e Pantalica, iscritte pertanto non solo per l'indiscutibile valenza culturale, ma anche per la serietà e l'efficacia dello strumento gestionale presentato".
"La prossima tappa del percorso di valorizzazione turistico-culturale del Siracusano - ha aggiunto l'on. Bono - non potrà non essere l'istituzione, che auspico avvenga nel più breve tempo possibile, del Sistema Turistico Locale o, come la legislazione regionale preferisce chiamarlo, Distretto Culturale. Infatti, dopo aver realizzato, attraverso il Piano di Gestione, la cornice di quel magnifico quadro che dovrà diventare la strategia di sviluppo di questo territorio diventa indispensabile, attraverso questo ulteriore fondamentale strumento, elaborarne il contenuto che costituirà l'elemento cardine per l'attrazione degli investimenti e la necessaria infrastrutturazione e promozione del territorio che, solo così, potrà diventare una delle capitali del turismo culturale, nazionale e mondiale. Un sito di riconosciuta unicità, che deve entrare nell'immaginario collettivo come un luogo che vale la pena di visitare almeno una volta nella vita".