Nicola Bono - Sito Ufficiale

18/02/2008

CONTINUA L’ASSALTO ALLE POLTRONE DA PARTE DELLO SFIDUCIATO GOVERNO PRODI

“ Appare senza precedenti l’impudenza e l’arroganza di un governo, rimasto in carica unicamente per condurre il Paese alle elezioni, che continua a promuovere nomine nei ministeri, e negli enti controllati e vigilati, travolgendo le più elementari regole democratiche, oltre che di correttezza politica ed opportunità.” Così si è espresso l’On. Nicola Bono, Capogruppo di AN in Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in relazione all’ennesima forzatura del Governo, sostenuto in tale circostanza da una granitica maggioranza che non ha evidenziato alcuna incrinatura, che ha preteso di nominare la Signora Paola Donati nel CDA dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. “ Un fatto grave – ha continuato l’esponente di AN – che si aggiunge a una impressionante quantità di nomine che ha interessato tutti i ministeri, dai beni culturali alle comunicazioni, dalla pubblica istruzione all’Università, che ha messo ancor più in evidenza l’immobilismo di una compagine di governo che, in quasi due anni, non è riuscita a fare neanche le nomine, salvo poi ricorrere alle forzature a tempi abbondantemente scaduti. La nomina della Signora Paola Donati, infatti, è stata proposta in sostituzione della prof. Eva Cantarella, che si era dimessa dal CDA dell’INDA nel marzo del 2007. Nel mentre rimangono misteriosi i motivi per cui per quasi un anno si sia lasciato vacante l’incarico, sarebbe stato oltre che opportuno, anche doveroso che la sostituzione di una personalità di indiscussa competenza come il consigliere uscente, anche alla luce della particolare attività dell’INDA, il cui compito principale e di diffondere la cultura del teatro classico in Italia e nel mondo, venisse gestita individuando il successore nel medesimo campo di competenza e professionalità. Così non è nella fattispecie, per come si può agevolmente dedurre dal curriculum della subentrante. Insomma una operazione di pura occupazione di poltrone, nella più genuina tradizione della Sinistra Italiana, che assume sempre ipocrite posizioni moraliste, e si allea con Di Pietro, ma non perde il vizio acquisito nella Prima Repubblica dell’assalto alla diligenza del potere, anche in violazione delle più elementari regole di correttezza e rispetto delle istituzioni”

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