Nicola Bono - Sito Ufficiale

13/03/2006

Il carcere di Noto elemento fondamentale della vita e della cultura cittadina

 L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali ha presieduto questa mattina, in rappresentanza del Governo, la cerimonia di inaugurazione del ristrutturato antico carcere cellulare di Noto, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della provincia di Siracusa. Dopo aver giustificanto la forzata assenza del Sottosegretario di Grazia e Giustizia, on. Giuseppe Valentino, l'on. Bono ha dichiarato:
"La cerimonia di oggi costituisce il coronamento di un costante impegno snodato nell'arco degli ultimi otto anni. Si tratta, infatti, di una vicenda che è stata contrassegnata da una serie di aspetti negativi, tra cui il fallimento della ditta incaricata originariamente dell'appalto e il progressivo venir meno, dopo un primo stanziamento di 4 miliardi di lire, della volontà di realizzare il recupero dell'attuale struttura. Facendo ricorso alla fantomatica ipotesi di realizzare un nuovo carcere, in contrada stradicò, c'è stato un momento in cui si era ipotizzato l'inserimento della struttura carceraria netina nell'elenco dei penitenziari da dismettere e addirittura da vendere. È stato in quel periodo, eravamo alla fine degli anni '90, che si è posto il problema di concedere o meno i 9 miliardi per i lavori di completamento del carcere e, in un primo momento, le risposte dell'amministrazione penitenziaria non furono positive. Quattro quindi, sono le date che segnano il percorso di recupero dell'originaria impostazione di restauro dell'attuale struttura:
26-05-2000, l'incontro con il Sottosegretario Franco Corleone, che mi confermò personalmente l'impegno del Ministero per il completamento del carcere di Noto;
14-7-2000, l'incontro con il Direttore Generale dell'Amministrazione Penitenziaria, magistrato Giancarlo Caselli, che mi diede l'ulteriore autorevole conferma di tale impegno;
31-01-2001, delibera del Comitato Interministeriale Paritetico composto dal Ministero di Grazia e Giustizia e da quello dei Lavori Pubblici, con cui fu confermato lo stanziamento di 9 miliardi di lire, in conto esercizio 2002, per il completamento dei lavori di restauro. A queste tre date, mi sembra giusto aggiungerne una quarta, 20-11-2001, nel corso della quale ottenni l'abolizione del vincolo per l'edificazione del nuovo carcere, imposto agli inizi degli anni '80, su una vasta area di contrada stradicò, sempre nel comune di Noto".
"In tutti questi incontri - ha aggiunto il Sottosegretario - e nel corso di una battaglia durata molti anni, è stata sostenuta l'assurdità della decisione di dismettere una struttura carceraria nobile e antica, che aveva già ottenuto 4 miliardi di lire di stanziamenti, che sarebbero andati del tutto perduti, e che meritava invece di essere recuperata e di riprendere la sua tradizionale funzione. La giornata di oggi è quindi una festa di tutta la comunità netina e dei paesi vicini, non solo perché si è ricomposto un altro pezzo fondamentale del patrimonio culturale cittadino, ma anche perché non si poteva privare Noto di una struttura importantissima sotto il profilo economico e sociale. Una delle poche strutture carcerarie del nostro Paese economicamente attiva, in quanto produce e vende con profitto, una quantità di generi diversi, come abbigliamento, zaini, arredi e brande, realizzati dai detenuti, che imparano anche un mestiere per il loro reinserimento sociale. Una struttura che a pieno regime potrà ospitare 180 detenuti e circa altrettanto personale impiegato, svolgendo quindi un ruolo non solo di recupero sociale e di rieducazione, ma anche di importante sostegno all'economia cittadina".
"Con la cerimonia di oggi - ha concluso Bono - si è restituito alla città il penultimo grande contenitore monumentale che mancava all'appello. Rimane ora solo la cattedrale di San Nicolò, la cui inaugurazione chiuderà definitivamente la fase della ricostruzione per aprire, ci auguriamo, quella di una gestione ordinaria attenta e oculata anche in termini di manutenzioni periodiche, di quel patrimonio culturale netino che costituisce, come abbiamo ricordato in occasione della IV Conferenza Nazionale dei siti UNESCO, che si è chiusa proprio ieri a Noto, il volano attorno a cui costruire prospettive sostenibili e continue di sviluppo e di crescita sociale e civile"

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