L'on. Nicola Bono, capogruppo di AN in Commissione Cultura della Camera, ha presentato un'interrogazione al Ministro di Grazie e Giustizia, Clemente Mastella, in riferimento alle tre disposizioni interne, peraltro neanche concordanti tra loro, emanate dal P.R.A.P. di Palermo e dal Capo del personale del Dipartimento della Polizia Penitenziaria, tutte vertenti sul tema dell' aspettativa speciale per il personale appartenente alle forze di polizia. Tali provvedimenti, infatti, hanno creato situazioni di grave disagio tra gli agenti penitenziari candidati alle recenti elezioni amministrative, poiché hanno interpretato la norma sulle aspettative speciali unilateralmente a favore dell'amministrazione e a discapito dei legittimi interessi degli stessi.
"Si tratta - ha spiegato Bono - di uffici che non hanno competenza in materia di interpretazione delle norme di legge e, in particolare, di quelle relative alle modalità di esercizio del diritto all'aspettativa speciale. In particolare, con la prima nota/circolare emanata dal provveditore dell'amministrazione penitenziaria della Regione Siciliana, tutti i direttori dei penitenziari della Sicilia sono stati illegittimamente invitati a mettere in aspettativa speciale il personale di polizia solo dopo la formale accettazione della candidatura da parte della commissione elettorale, e non come dovrebbe essere, dal momento dell'accettazione della candidatura da parte del poliziotto candidato".
"Così facendo - ha aggiunto il Deputato di AN - si è determinata quindi una disparità di trattamento tra poliziotti candidati, i cui direttori, per fortuna pochi, hanno ritenuto di attenersi alla nota citata, e la maggior parte degli altri colleghi, i cui direttori invece hanno correttamente consentito la loro messa in aspettativa, sin dal momento dell'accettazione della candidatura. Questa situazione di sostanziale illegittimità, ha inoltre prodotto oggettivo disaggio, soprattutto nel penitenziario di Augusta, in cui gli oltre 70 agenti interessati alle elezioni sono stati posti nella difficile e imbarazzante situazione di continuare a prestare servizio, e quindi di restare a contatto con centinaia di detenuti provenienti dai paesi in cui si tenevano le elezioni, successivamente alla formalizzazione e conseguente pubblicizzazione delle loro candidature".
"Per tali ragioni- ha concluso l'on. Bono - ho chiesto al Ministro quali iniziative intenda assumere per accertare tutte le responsabilità insorte in questa imbarazzante vicenda e per rassicurare definitivamente, da ora in avanti, gli agenti penitenziari siciliani sul fatto di poter godere di un diritto politico concessogli dalla costituzione, senza abusi e limitazioni da parte di chicchessia".