L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività culturali, è intervenuto in risposta alle ulteriori dichiarazioni del Senatore Antonio Rotondo dei DS, in merito all'approvazione della legge sulle provvidenze agricole.
"La Replica, pur pacata, del Senatore Rotondo - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - impone un'ulteriore, altrettanto pacata, ma ferma puntualizzazione, in ordine all'approvazione delle provvidenze per l'agricoltura. L'insistenza con cui il Senatore pretende di attribuire, alla sua parte politica, il merito del risultato positivo del provvedimento lungamente invocato dagli agricoltori meridionali, la dice lunga sulla valenza che l'opposizione riconosce all'intervento del Governo. Dopo anni di proteste e attacchi al Governo, per la presunta insensibilità rispetto alle problematiche delle imprese agricole e dei braccianti, infatti, a tutto il centro-sinistra è crollato il mondo addosso nel momento in cui la maggioranza di centro-destra e il Ministro Alemanno hanno individuato la soluzione di questa antica e irrisolta vertenza. Il senatore Rotondo, nel suo disperato tentativo di portare un po' d'acqua al suo mulino, non riesce a convincere sul fatto che votare a favore di un emendamento e poi contro il provvedimento nel suo insieme, non solo è una grande contraddizione oggettiva; ma risulta, perfino, inutile e beffardo poiché, è fin troppo evidente che, se fosse dipeso dalla sinistra, gli agricoltori, con questo comportamento schizofrenico, non avrebbero ottenuto alcuna provvidenza".
"Non può quindi Rotondo - ha aggiunto il Sottosegretario - invocare la ragione politica per giustificare il voto contrario alla legge nel suo insieme e, contemporaneamente, chiedere riconoscenza agli agricoltori per un presunto merito sull'approvazione di un provvedimento, passato esclusivamente con voti del centro-destra. La questione, però, non è solo come ha votato la sinistra ma, soprattutto, da chi era stato creato il problema. Ciò di cui, infatti, la sinistra dovrebbe dare conto, è di essere responsabile di aver causato il problema che da anni affligge gli agricoltori. Fu proprio il Ministro Visco dei DS, infatti, che, alla disperata ricerca di denari, avendo esaurito la gamma di imposizione di nuove tasse, tra cui l'IRAP, s'inventò la cartolarizzazione dei crediti contributivi. Questa consisteva in una operazione con cui l'INPS cedeva i crediti vantati nei confronti delle imprese per mancati versamenti contributivi, a prezzi stracciati, a soggetti giuridici terzi, che ne diventavano di diritto proprietari e a cui competevano le azioni di recupero. L'opposizione di Tremonti, quindi, non era motivata, come farebbe intendere il Senatore Rotondo, da becere ragioni antimeridionaliste, bensì da un impedimento oggettivo di natura giuridica per cui non si poteva intervenire con provvidenze di alcun tipo, in ordine a crediti contributivi la cui titolarità non apparteneva più all'ente pubblico".
"La bravura del Ministro Alemanno - ha concluso Bono - è stata di concordare, con la maggioranza, l'emendamento che ha previsto la sostituzione, con altri crediti INPS di altri settori produttivi, dei debiti contributivi delle imprese agricole che, quindi, potevano essere, come è stato fatto, rateizzati. Ribadisco, quindi, un concetto fondamentale, non solo il centro-destra ha l'unico merito di avere individuato e risolto le principali problematiche agricole, ivi compreso il condono al 10% dei debiti contributivi agricoli delle province di Catania, Ragusa e Siracusa per gli anni '90, '91 e '92, sospesi in seguito al terremoto di Santa Lucia, alleggerendo di decine di milioni di euro di debiti le aziende agricole della Sicilia Sud Orientale, ma che, soprattutto, tali interventi hanno riparato a guasti causati, per incapacità gestionale, proprio dai governi di centro-sinistra. Nell'augurarmi di non dovere più tornare sull'argomento, ritengo doveroso che, pur nel pieno della competizione elettorale, si riesca a mantenere un minimo di correttezza e non si ricorra a mistificazioni e contorcimenti della verità, anche perché, ricordo l'antico detto, le bugie hanno il naso lungo e le gambe corte".