Nicola Bono - Sito Ufficiale

22/08/2013

Turismo in Sicilia: Distretti territoriali o tematici, falso problema.

Commento dell'On. Bono all'articolo pubblicato sul Sole 24 ore del 21 agosto 2013, a firma Mariano Maugeri, relativo ai distretti turistici Siciliani

L'articolo pubblicato dal sole 24 ore del 21 giugno a firma Maugeri, malgrado gli errati riferimenti normativi (la legge 106 barra 2011 non c'entra nulla con i distretti turistici) e la genericità delle critiche, insieme alla scontata assenza di proposte, ha ragione sicuramente in un punto e cioè l'eccessiva polverizzazione territoriale dei distretti e la disperata incapacità della Regione di produrre azioni sistemiche per un cambio di passo nelle politiche di sviluppo fondate sul turismo. Certo, fare partire l'articolo con la differenza di voli diretti tra Germania-Baleari e Germania-Sicilia, è un po' come sparare sulla Croce Rossa. Anche perché l'articolista avrebbe potuto sostituire la Germania con la Gran Bretagna, con la Francia e con qualsiasi altro paese avanzato e il rapporto non sarebbe cambiato di molto. La questione è di capire perché malgrado le sue eccellenze climatiche, naturali e culturali, la Sicilia rimanga un pigmeo nel turismo, rispetto a territori che avrebbero certamente minori potenzialità. Pur essendovi ragioni antiche e mai affrontate, vorrei limitare l'analisi a partire dal 2005, anno del varo della legge regionale istitutiva dei distretti turistici-culturali, nata per applicare in Sicilia la legge quadro sul turismo, la numero 135/2001, di cui mi onoro di avere contribuito alla stesura e approvazione. Ma l'ARS nello sforzo legislativo, non colse il senso della vera innovazione e cioè, che la prima e finora unica legge sistemica del turismo, puntava a creare, nei territori vocati, sinergie virtuose tra pubblico e privato. Sotto questo profilo la legge regionale, come quasi tutte le leggi varate dall'ARS, ha invece mantenuto un dirigismo e una oggettiva limitazione del ruolo dei soggetti privati, riducendo i Distretti turistici a ulteriori strutture di gestione politica del territorio e non, come invece ipotizzato nella norma nazionale, quali strumenti deputati a gestire ambiti territoriali omogenei, con particolari vocazioni allo sviluppo dell'economia turistica. In Sicilia, dove la politica è intesa come una semplice pratica spartitoria di risorse senza idee e meno che mai progetti, l'unico principio è quello che tutti territori partecipino alla ripartizione di qualsiasi torta, anche riguardante settori o specificita' che nulla hanno che vedere con le reali vocazioni delle aree territoriali che pretendono di parteciparvi. L'errore non è stato quindi, come ritiene l'articolo del sole 24 ore, nella creazione di distretti turistici tematici, ma nel fatto di avere distretti territoriali e tematici presenti e operanti su tutto il territorio e, in molti casi, con evidente quanto inutile e dispendiosa sovrapposizione, e nessuna idea né strumento per rendere sistemiche e organiche le strategie di sviluppo. La strategia virtuosa della legge quadro, attribuisce invece ai “sistemi turistici locali” un ruolo fondamentale per assecondare e potenziare la vocazione dei territori e quindi presuppone una proposta che viene dal basso ed una distribuzione territoriale naturalmente a “macchia di leopardo”. Non quindi risorse poche e maledette a tutti, con finalità assistenziali e clientelari, ma concorso pubblico ad investimenti privati, impegnati a sviluppare gli elementi della loro identità culturale e territoriale, per realizzare un contesto unico e irripetibile che faccia la differenza sotto il profilo dell'offerta nel mondo globalizzato. In altre parole, non politiche di marketing, come confusamente teorizzato dall'assessore competente, ma strategie fondate sulla valorizzazione e fruizione degli attrattori culturali d'eccellenza presenti nel territorio, dei saperi e sapori quale portato della cultura immateriale, e dalla realizzazione e messa a disposizione di servizi altamente innovativi e soddisfacenti per il turista, capaci di fronteggiare la concorrenza nazionale ed estera e sostenere la competitività dei nostri territori. Ma con una Regione che non sa spendere i fondi UE, e che malgrado decenni di fallimenti continua a varare norme di spesa per alimentare clientele, sperare di avere valutazioni che siano diverse dal cliché scontato dell'uso parassitario delle risorse pubbliche è solo vana speranza, atteso che persino nei tempi di attuazione registriamo veri primati da guinness, se si considera che la gestazione di questi in parte inutili Distretti Turisitici si è sviluppata nell'arco di otto anni e che, a detta dell'assessora Bergamasca, non se ne parla ad avere neanche uno straccio di graduatoria prima del prossimo mese di dicembre. A quando la spesa del primo euro? Di questo passo i 223 aerei la settimana diretti per le Baleari dalla Germania potranno tranquillamente aumentare, mentre i 17 per la Sicilia forse potranno restare stabili, tanto non dipendono certamente da strategie turistiche.
On. Nicola Bono

ARCHIVIO STORICO