Il Presidente Bono ha presentato stamani alla stampa, in coincidenza con la presentazione della quinta relazione semestrale, il suo rapporto di metà mandato. Scarica il riepilogo sintetico ![]()
“Siamo al giro di boa – ha detto il Presidente Bono – per cui appare necessario un momento di verifica dell'azione amministrativa portata avanti in questi due anni e mezzo, in rapporto anche, e soprattutto, agli impegni programmatici presentati al momento della candidatura.
Quegli impegni sono stati in grande parte onorati. Nel corso di questa gestione sono stati rifondati i metodi e i criteri di gestione della Provincia ispirandosi ai seguenti principi guida:
- Trasparenza e legalità;
- Risanamento finanziario realizzato con la oculata gestione delle risorse ed il rigoroso rispetto del Patto di Stabilità;
- Recupero dell’efficienza della macchina amministrativa con la ristrutturazione dell’organico, la riduzione da 18 a 10 dirigenti e, conseguentemente, eliminazione della duplicazione dei settori, nonché aumento della capacità di risposte alle istanze dei cittadini;
- Recupero della centralità dell’Ente con il costante ricorso a metodologie di coinvolgimento nelle scelte da parte degli attori della società civile, politica e sociale del territorio.
“Gli obbiettivi della Amministrazione – ha detto ancora l’On. Bono – sono stati perseguiti attraverso il ricorso agli strumenti dell'azione amministrativa individuati anch’essi nella relazione programmatica ed imperniati sulla scelta della programmazione quale metodo di gestione amministrativa con il varo e l’attuazione dei seguenti piani:
1) Piano Territoriale Provinciale (PTP);
2) Piano Trasporti e Mobilità;
3) Piano per lo Sviluppo Economico e Sociale;
4) Piano per la valorizzazione dei Beni Culturali, Ambientale e Paesaggistici;
5) Piano per la localizzazione delle opere e gli impianti sovracomunali.”
Inoltre Bono ha sottolineato “l’importanza degli altri strumenti dell'azione amministra quali la concertazione e la sbrurocratizzazione della gestione, che ha consentito l'individuazione di nuove azioni di intervento originali ed innovative.
Tali principi e tali strumenti hanno dato vita ad un progetto chiaro, una programmazione puntuale con azioni precise destinate ad ogni settore di competenza istituzionale, che si può condividere o meno, ma di cui nessuno può negare l’esistenza e lo spessore. Chi non fosse d’accordo ha il dovere di entrare nel merito e indicare cosa ritiene sbagliato e cos’altro, eventualmente, occorrerebbe fare di diverso per affrontare meglio le varie problematiche. Quello che non è più corretto fare è lanciare accuse generiche di presunto immobilismo, mancanza di progettualità o, peggio, carenza di programmazione, perché chiaramente infondate.
Un progetto che, inoltre, è anche un formidabile strumento di confronto politico per l’apprezzamento delle buone pratiche di governo e la valutazione del merito delle linee di indirizzo amministrativo e gestionale, che viene offerto al personale politico provinciale, che potrà finalmente misurare le sue capacità su un campo di concretezza e, non unicamente, sul terreno dello scontro dialettico fine a se stesso.”