In riferimento ai recenti articoli di stampa sulle procedure adottate dall'A.T.O. Idrico di Siracusa, l'On. Nicola Bono ha dichiarato: "Fino ad ora non mi era mai capitato di essere richiamato, per una interrogazione al Governo, dall'amministratore di una impresa, per quanto coinvolta nelle questioni sollevate con l'atto ispettivo. Mi sarei piuttosto aspettato pubbliche prese di posizione da chi all'ATO Idrico di Siracusa ha responsabilità politiche e amministrative. E' quindi unicamente per dovere di chiarezza nei confronti dell'opinione pubblica siracusana, e in attesa dei doverosi chiarimenti da parte dei responsabili politici e amministrativi dell'ATO, oltre che del Ministro per le Infrastrutture e del Presidente della Regione, che mi preme chiarire:
a) non è mia abitudine assumere posizioni pubbliche su qualsiasi questione prima di averne acquisito, anche in dettaglio, ogni opportuna informazione;
b) nella fattispecie, la vicenda dell'ATO Idrico siracusano appare inquietante poiché, attraverso una progressione di pareri legali, si ha l'impressione che si stia costruendo un percorso in palese violazione delle norme di legge in materia e, conseguentemente, del bando di gara;
c) la più grave di tali violazioni sembra essere la deroga alle garanzie bancarie, che il bando imponeva per un periodo di trent'anni, a tutela degli investimenti previsti nel piano d'ambito e che, dopo che la gara è andata deserta per ben due volte, è stata ridotta a tre anni;
d) una tale decisione non solo viola la legge e il bando, ma inoltre mette in forse la correttezza, l'opportunità e la convenienza dell'intera procedura, poiché è più che evidente che la competizione per la concessione della gestione idrica in provincia di Siracusa, qualora il bando avesse previsto una garanzia triennale, in luogo di quella trentennale, avrebbe registrato una maggiore partecipazione di imprese concorrenti;
e) nelle realtà territoriali in cui si é convenuto sulla impossibilità di procedere con garanzie bancarie trentennali, la modifica è stata inserita nel bando, e non come a Siracusa, successivamente alla gara;
f) appare, poi, inaccettabile e fortemente lesivo delle disposizioni di legge e del bando, oltre che della tutela del pubblico interesse, procedere ad una delibera con cui si darebbe mandato al dirigente dell'ufficio appalti e contratti di provvedere alla stipula del contratto di concessione del S.I.I. con la società SOGEAS ATO Idrico 8, assegnando a quest'ultima un termine di quattro mesi per produrre le garanzie bancarie;
g) nessuno ha inoltre spiegato perché le garanzie bancarie, che si attendono da oltre un anno, dovrebbero miracolosamente materializzarsi entro quattro mesi dalla firma della concessione e non invece, come impone la legge e la normale diligenza di una corretta amministrazione, prima o almeno contestualmente alla stipula dell'atto;
h) l'impresa concessionaria avrebbe già dovuto versare la cauzione di 5 meuro e le garanzie bancarie per i 24 meuro del cofinanziamento delle opere pubbliche previste nel piano d'area triennale;
i) nessuno si permetta di agitare lo spettro della presunta perdita dei finanziamenti europei, perché piuttosto che avallare una procedura scorretta e individuare interlocutori inidonei, la soluzione può tranquillamente essere quella del trasferimento delle risorse dall'ATO ai comuni interessati per la gestione diretta dei progetti di loro competenza, così come peraltro è stato già fatto in occasione del primo piano operativo triennale".
"Ribadisco, quindi - ha concluso il Deputato di AN - l'augurio che il presidente Marziano e i Sindaci dei 21 comuni della provincia di Siracusa, evitino di assumere decisioni così discutibili e, piuttosto, rivedano l'intera procedura, sin dall'inizio e si attivino per rimuovere tutte le ombre, i dubbi e le perplessità insorte attorno alla delicatissima questione della infrastrutturazione e gestione del patrimonio idrico della nostra provincia".