"Signor Presidente della Repubblica,
Signor Presidente della Regione Siciliana,
Signor Direttore Generale del Centro del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO,
Autorità,
Cittadini,
A nome del Governo e come Siracusano, vorrei esprimere tutta la mia gratitudine al Capo dello Stato per la Sua presenza di oggi qui a Siracusa, in occasione della cerimonia di scopertura della targa attestante il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. E' la prima volta che tale cerimonia viene svolta, in Italia, alla presenza del Presidente della Repubblica, e credo che per Siracusa ciò abbia un valore simbolico ancor più significativo; l'iscrizione nella Lista del Patrimonio dell'Umanità non è infatti per Siracusa soltanto una preziosa e prestigiosa attestazione della propria valenza culturale, storica e architettonica, ma il momento d'avvio di un nuovo modello di sviluppo, basato su una strategia innovativa, in grado di costruire il futuro della città e della sua provincia, puntando sulle naturali vocazioni del territorio.
Questa Sua presenza, signor Presidente, è quindi doppiamente gradita, in quanto consente anche di porre la giusta enfasi sull'attività che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha condotto con successo in questi anni, che ha consentito al nostro Paese di raggiungere nel 2003 la leadership per numero di siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO insieme alla Spagna, che poi è stata superata nel 2004, fino al conseguimento, con l'iscrizione di Siracusa e Pantalica dello scorso 15 luglio, dell'importante traguardo dei 40 siti iscritti, che ha permesso all'Italia di consolidare un primato planetario che onora il nostro Paese e conferma la nostra millenaria tradizione nel campo artistico, architettonico e culturale.
Una leadership mondiale che non è solo quantitativa, ma è anche e soprattutto legata ai saperi e alle conoscenze, tanto che non a caso lo scorso anno l'UNESCO ha affidato all'Italia il compito di coordinare l'organizzazione degli interventi di emergenza in tutte le situazioni in cui il patrimonio culturale, in qualunque parte del mondo, si trovasse minacciato da pericoli bellici, terroristici o da calamità naturali. Una sorta di "Caschi Blu della Cultura" che costituiscono un ulteriore prestigioso riconoscimento, arrivato grazie all' elevato livello del lavoro svolto dal nostro Paese, in materia di tutela e di recupero del patrimonio culturale, in tante parti del mondo.
Una leadership, infine, legata anche al profilo metodologico, perché in questi anni il Ministero ha puntato alla definizione di strategie mirate alla corretta ed efficace gestione del Patrimonio Culturale, individuando nel Piano di Gestione lo strumento destinato a censire ed organizzare, per ogni sito, i fattori dello sviluppo e gli elementi necessari all'avvio di un processo produttivo sostenibile e virtuoso che, partendo dagli elementi di eccellenza culturale, riuscisse a mettere a sistema tutte le specificità che caratterizzano ogni sito, per l'avvio di un processo produttivo che, con il Turismo Culturale coinvolgesse anche l'agricoltura di qualità, l'artigianato artistico e tutti gli altri settori legati alla tradizione produttiva e culturale locale. Grazie a questo lavoro, si è messo al centro delle politiche di sviluppo quel patrimonio culturale che tutto il mondo ci riconosce, formatosi grazie alla stratificazione millenaria delle civiltà che si sono succedute, e che hanno espresso una serie di microcosmi unici e irripetibili, che costituiscono la risposta migliore alle sfide della competitività internazionale, che l'era della globalizzazione e del libero mercato ci impongono.
Nei prossimi anni, il vero salto di qualità nella gestione del patrimonio culturale italiano, sarà rappresentato dall'adozione della strategia dei Piani di Gestione, sperimentata dai siti riconosciuti dall'UNESCO, a tutti i luoghi d'eccellenza culturale e naturale del Paese, a prescindere dall'iscrizione nella Lista UNESCO. Questo per dare concretamente avvio, a livello nazionale, a quel processo di sviluppo sostenibile basato su un nuovo concetto di Turismo Culturale, da attuare in tutte le sue implicazioni e articolazioni. Un obiettivo ambizioso, che potrà essere raggiunto anche grazie alle professionalità che in tutta Italia si sono formate, in questi anni, lavorando alla definizione delle linee strategiche elaborate a partire proprio dai siti UNESCO.
La specificità del sito di Siracusa e Pantalica è storicamente quella di essere stato la culla di due civiltà, quella sicula e quella dei primi coloni greci che sbarcarono in Sicilia, che qui si sono incontrate ed hanno iniziato quella integrazione e fusione di culture e stili di vita differenti, che è alla base della straordinaria esperienza della Magna Grecia. La nostra storia, quindi, nasce dall'incontro tra popoli diversi, che ci hanno lasciato una eredità materiale e spirituale unica, che è nostro dovere non solo non dimenticare, ma conservare e consegnare alle future generazioni. Qualche giorno fa, signor Presidente, nel corso delle celebrazioni per la festa del Tricolore, Lei ci ha ricordato che il motto dell'Unione Europea è "Unità nella Diversità". Un principio che in questa terra è sancito dalle testimonianze storiche che ci circondano, che sono la dimostrazione dell'importanza del dialogo tra i popoli, della fusione di culture e sensibilità diverse che, armonizzandosi, non perdono la propria identità, ma al contrario si arricchiscono in un reciproco e virtuoso scambio di esperienze e di valori.
Basta guardarsi attorno ed ammirare questa piazza, infatti, per cogliere appieno l'unicità di Siracusa; o ancor meglio entrare nella Cattedrale, per appropriarsi dell'armonia nata dalla sovrapposizione e dall'integrazione tra stili architettonici diversi, che, nel corso dei secoli, ha dato vita a un tempio che è un capolavoro di indiscutibile originalità.
Il merito di questo riconoscimento e, quello per l'elaborazione del Piano di Gestione, è di tante persone che, in questi due anni, hanno svolto con abnegazione, professionalità ed impegno uno sforzo collettivo non comune, di cui a nome del Governo desidero oggi dare pubblico riconoscimento. Appare doveroso, quindi, ringraziare coloro che hanno consentito la celebrazione della cerimonia odierna:
Il personale della Sovrintendenza di Siracusa, mirabilmente diretto dall'architetto Mariella Muti, e in precedenza dal dottor Giuseppe Voza;
Le Amministrazioni Comunali interessate e, per loro, i Sindaci a partire dall'Avv. Bufardeci, sindaco di Siracusa, insieme ai primi cittadini di Cassaro, Ferla e Sortino e dei loro funzionari comunali;
L'Assessore Regionale per i beni culturali On. Alessandro Pagano e il suo predecessore On. Fabio Granata, attuale Assessore Regionale al Turismo;
I funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, coordinati dall'architetto Manuel Guido.
E tutti coloro che, a diverso titolo, hanno dato il loro contributo per rendere possibile il raggiungimento di un traguardo di tale prestigio e rilevanza.
Il lavoro fatto è stato di altissimo livello, come riconosciuto dall'UNESCO in occasione della seduta in cui è stato concesso il riconoscimento, specie in ordine al contenuto del Piano di Gestione, che si fa carico di tutte le specificità presenti sul territorio: un'ottima base di lavoro per l'avvio di quel virtuoso processo di sviluppo, che è l'obiettivo finale di tutti gli sforzi prodotti.
Oggi signor Presidente, anche grazie alla Sua presenza, si sono accesi i riflettori d'Italia e del mondo intero su questo territorio, è nostro compito, d'ora in avanti, non farli più spegnere. Per questo abbiamo avviato una riflessione sulle politiche che dovranno essere adottate, per fare in modo che il riconoscimento non abbia l'effetto effimero di una provvisoria notorietà, ma sia il concreto viatico per un processo di attrazione di visitatori che, nel tempo, supportato dalle necessarie strutture e infrastrutture, in una visione di sostenibilità, possa fare di Siracusa un punto di riferimento fondamentale nell'ambito del Turismo Culturale internazionale.
L'obiettivo è quello di far si che Siracusa diventi, nell'immaginario collettivo, un luogo simbolo della cultura mondiale, e potrà considerarsi raggiunto, se entro qualche anno si sarà instaurato nel comune sentire il bisogno, almeno una volta nella vita, di venire a conoscere questa terra, sapendo bene che chi vive una prima volta la magia di questi luoghi, non potrà sfuggire al loro fascino e fare a meno di tornare.