Il Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, On. Nicola Bono, intervenendo al convegno "La destra ascolta, idee e cultura per un progetto Italia" ha sottolineato che i principali obiettivi che il Governo intende perseguire sono quelli di promuovere politiche per una cultura pluralista e di qualità.
In ordine alla qualità è lecito chiedersi, ha continuato Bono, cos'ha fatto la sinistra e, soprattutto, cosa possiamo fare noi.
La presunta supremazia culturale della sinistra è sostanzialmente usurpata poiché in tutto il periodo in cui ha governato non ha prodotto nessuna norma di riforma, lasciando languire i vari settori dello spettacolo con leggi superate e vecchie di oltre 40 anni. Dopo aver sottolineato che è inaccettabile, ad un anno dalla vittoria elettorale, continuare a vedere tutti gli organi preposti alla selezione di opere e prodotti culturali ancora integralmente composti da elementi nominati dai vecchi governi,a Bono ha reiterato l'impegno a procedere speditamente alla riforma dei sostegni soprattutto per cinema, teatro e musica e, conseguentemente, a rinnovare tutte le relative strutture selettive.
Dopo avere rilevato l'impegno altresì a procedere alla veloce emanazione delle norme di sostegno al libro, alla lettura e alla diffusione della lingua italiana nel mondo," in considerazione del ruolo strategico che tali elementi svolgono per la difesa della nostra identità nazionale, oltre che del sistema produttivo, Bono ha proseguito ricordando l'importanza rivoluzionaria delle nuove norme che il Governo ha varato in ordine alla gestione privata dei musei, delle aree archeologiche e paesistiche. Il Sottosegretario, ha infatti rilevato che se si" guarda alla differenza tra la crescita dei visitatori dei musei registrata in Italia e quella, ben più alta, registrata, nello stesso periodo, negli Stati Uniti ci si rende facilmente conto" che investire in cultura contribuisce ad aumentare la domanda culturale e quindi incrementare la crescita civile. Ecco perché è corretta l'impostazione del Governo con l'art. 33 della finanziaria e , al contempo, ecco perché sono pretestuose le critiche alla Patrimonio s.p.a. La "destra che ascolta" ha concluso l'On Bono, si apre alle idee di quanti vogliono contribuire ad un disegno che concepisce l'investimento" in cultura non solo quale imperativo etico," ma anche come la" forma più corretta per sostenere validamente il Sistema Paese.