Nicola Bono - Sito Ufficiale

05/07/2005

Sulle Attività Culturali, più equilibrio tra Stato e Regioni

Il Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, on. Nicola Bono, ha espresso il suo commento sull'incontro odierno avuto con le Regioni.
"Contrariamente a quanto sostenuto dall'assessore Chiurazzi, che ha rappresentato le posizioni della Conferenza delle Regioni, non c'è stato nessun tentativo di ribaltare alcunché - ha dichiarato l'on. Nicola Bono - ma la necessità di stabilire un equilibrio tra i livelli istituzionali, nazionale e regionale, in ordine alla complessa problematica legata alle attività culturali. Il Ministero, infatti, non è stato invitato a partecipare in nessuna fase della precedente trattativa e, pur avendo rappresentato la propria opinione in ordine ai contenuti della legge sullo Spettacolo dal vivo, ha preso atto che la sua posizione non era stata presa in alcuna considerazione. Per tali ragioni, si è visto necessitato a presentare quattro emendamenti per definire un corretto percorso gestionale della norma. Nessuno stravolgimento, quindi, della proposta di legge di cui il Governo condivide largamente i contenuti ma, semmai, la necessità, proprio in ragione delle sentenze della corte Costituzionale n° 255 e 256 del luglio 2004, di rendere aderenti la normativa in corso di approvazione con la tutela del profilo nazionale che la stessa Corte ha ribadito compete al Ministero".
"Appare infatti singolare - ha proseguito il Sottosegretario - che siano proprio le Regioni, in virtù di una interpretazione soggettiva dei contenuti della Sentenza, ad invocare una norma che, se rimanesse così come proposto, su tutta una serie di questioni fondamentali svuoterebbe di qualsiasi ruolo il Ministero. Non vi è dubbio, infatti, che alcune attività comportino l'esigenza di una cabina di regia che non potrebbe non essere l'entità statuale che finora se ne è  fatta carico. Tra queste, gli indirizzi generali delle attività teatrali, della musica e della danza, specie per quanto ottiene ai riequilibri territoriali, alla promozione delle produzioni nazionali all'estero, alla definizione di percorsi di sperimentazione e di nuovi linguaggi, alla diffusione delle attività culturali con particolare riferimento all'insediamento in località sprovviste, oltre che a un equilibrio alla circolazione delle rappresentazioni sul territorio nazionale. Appare peraltro equilibrata la proposta contenuta negli Emendamenti Governativi, laddove si è fatto riferimento alla necessità di assumere il programma di intervento con un parere vincolante da parte della conferenza delle Regioni. Questo programma per altro verrebbe attuato attraverso un comitato paritetico costituito da Stato e Regioni, proprio per garantire una parità di trattamento e di riguardo alle funzioni delle due entità".
"La proposta del Governo quindi - ha concluso Bono - appare non solo corretta, in quanto aderente al disposto della Sentenza della Corte Costituzionale, ma anche adeguata in ordine all'equilibrio tra le prerogative dello Stato e quelle delle Regioni. Mi auguro, pertanto, che ci sia da parte delle Regioni un atteggiamento più aperto e disponibile in ordine a queste problematiche, poiché le attività culturali nel nostro paese di tutto hanno bisogno tranne che di vedere alimentare uno stato di tensione tra Ministero e Regioni su temi legati ai rispettivi livelli di potere".

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