Nicola Bono - Sito Ufficiale

18/12/2006

SISMA ’90, VISCO SI GUARDI BENE DALL’ATTUARE I SUGGERIMENTI DEL SEN. BIANCO

 L’on. Nicola Bono (AN), in riferimento alle dichiarazioni del sen. Bianco sulla problematica dei tributi sospesi per il terremoto del 13 dicembre 1990 che colpì le province di Siracusa, Ragusa e Catania, si è rivolto al vice-ministro Visco, invitandolo a non cogliere, all’interno del decreto-proroghe di fine anno, che è in corso di elaborazione, il suggerimento dell’esponente politico catanese. Il sen. Bianco, infatti, del tutto assente quando si è trattato di difendere la Sicilia dalle aggressioni della Finanziaria del Governo Prodi, tenta di ritrovare uno straccio di protagonismo con una proposta inaccettabile e cioè la riapertura dei termini del condono dei tributi sospesi del sisma ’90 con il pagamento del 10% dell’imposta originaria.
“La riapertura dei termini del condono 2002 – ha dichiarato Bono- è inaccettabile e immorale, ed appare piuttosto come una intollerabile provocazione nei confronti delle decine di migliaia di contribuenti siciliani che hanno onorato i loro impegni e che non possono in alcun modo essere obbligati a pagare per la seconda volta, fosse anche non il 10 ma lo 0,1% dell’imposta originaria. Appare, infatti, una vessazione, ancora più odiosa della famosa ‘tassa sul macinato’, quella che propone il sen. Bianco, che con una disinvoltura pari alla totale assenza di rispetto nei confronti delle più elementari regole di giustizia, incredibilmente dichiara che . Una pietra tombale, quella proposta da Bianco, non sulle pendenze tributarie, ma su ciò che rimane della giustizia tributaria nel nostro Paese”.
“Trovo scandaloso – ha proseguito il deputato di AN – che si possa sostenere una tesi di questo tipo ed escludo che il Ministero delle Finanze la possa fare propria. Questa proposta non è infatti, a favore dei contribuenti, ma esclusivamente di chi, all’interno dell’apparato finanziario, non ha a suo tempo attivato le procedure di riscossione e oggi teme di incorrere nelle conseguenze della responsabilità contabile che potrebbero essere avanzate dalla Corte di Conti. Nessuno si illuda che questa inaccettabile manovra possa impunemente passare sulla testa dei contribuenti siciliani, anche perché l’opinione pubblica deve sapere che i termini per la riscossione sono irrimediabilmente scaduti, sia per chi ha pagato, sia per chi non lo ha fatto, ed una riapertura degli stessi sarebbe una gravissima violazione dei diritti dei contribuenti. Ed è proprio questo il punto: le cartelle esattoriali non sono state emesse solo nei confronti dei contribuenti morosi, ma di tutti i soggetti passivi residenti nelle tre province, la gran parte dei quali ha regolarmente pagato, ed oggi a distanza di sedici anni non può dimostrare di essere in regole”.
“Appare paradossale – ha concluso Bono – che a fronte di un’inadempienza degli uffici, che nel 2006, malgrado il progresso tecnologico e informatico, non sono in grado di sapere chi ha pagato le imposte e chi no, possa attuarsi una strategia così perversa, con l’emissione di cartelle esattoriali ‘a tappeto’, nei confronti di tutti i contribuenti delle tre province interessate dal sisma del ’90, che con la proposta Bianco verrebbe legittimata. Proprio l’incapacità degli uffici di conoscere i comportamenti dei contribuenti è stata alla base dell’ottenuto rinvio di cinque mesi (dal 9 ottobre ’06 al 7 marzo ’07), per la riscossione dei ruoli emessi erroneamente. È, altresì, evidente a tutti che se gli uffici non saranno in grado entro il 7 marzo di redigere nuovi ruoli esattoriali, finalmente corretti e con la sola indicazione degli effettivi contribuenti morosi, non vi potranno più essere alternative al totale annullamento della procedura attivata nel luglio scorso. Si ponga fine, quindi, a questa ridicola soap-opera, e si rispetti il diritto dei contribuenti siciliani onesti, che hanno onorato sempre i loro impegni, di non essere più costretti a subire queste gravissime vessazioni da parte dell’erario”.

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