Nicola Bono - Sito Ufficiale

29/09/2002

Subito un tavolo tecnico-politico tra i soggetti istituzionali interessati a scongiurare la cancellazione delle isole Eolie dalla lista UNESCO

 Intervenendo nel corso della conferenza internazionale di Lipari, sui temi della tutela e valorizzazione dei siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO, l'On Bono, Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, con delega all'UNESCO, ha proposto l'immediata costituzione di un Tavolo tecnico-politico tra Stato, Regione Sicilia e Comuni Eoliani, per ricercare tutte le soluzioni che consentano di superare le contrapposizioni finora emerse che, se non rimosse, rischiano di determinare la cancellazione delle Isole Eolie dalla lista dei siti Patrimonio Naturale dell'Umanità.Il Sottosegretario, dopo aver chiesto, come primo indispensabile atto di buona volontà, l'immediato ritiro dell'impugnativa del Piano Territoriale Paesistico da parte dei Comuni Eoliani, il cui contenzioso è uno degli elementi eccepiti dall'UNESCO quale possibile causa ostativa per il mantenimento dell'iscrizione, ha rilevato che il Tavolo di confronto dovrà servire proprio a trovare una soluzione, sia in ordine ad una possibile futura revisione concordata del Piano Territoriale Paesistico; sia, soprattutto, per individuare un soddisfacente piano per la riconversione occupazionale dei lavoratori finora impegnati nella Cava di Pomice, la cui cessazione di attività è l'altra condizione posta dall'UNESCO. Dopo aver dichiarato che nessuno, e meno che mai le Amministrazioni Comunali Eoliane, può assumersi la responsabilità di determinare la prima storica cancellazione di un sito dalla lista del patrimonio naturale mondiale l'On. Bono ha eccepito che occorre piuttosto puntare con decisione su una corretta e puntuale redazione del Piano di Gestione del Sito. Questo, ha concluso Bono, è lo strumento fondamentale, non solo, come sostiene l'UNESCO, per garantire la tutela del Sito, ma anche per determinare tutte le conseguenti ricadute economiche, sociali, occupazionali, e pertanto capace già di per sé di offrire soluzioni alla questione connessa al Piano di riconversione e, in parte, anche a quella relativa ad una possibile revisione del Piano Territoriale Paesistico, in una logica di efficace individuazione dei processi di sviluppo sostenibili, riguardanti aree interessate da forti concentrazioni di beni culturali e naturali

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