Nicola Bono - Sito Ufficiale

05/12/2006

MA CHE VIENE A FARE IL MINISTRO BIANCHI A SIRACUSA?

“Lascia perplessi la visita del Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi a Siracusa, da oltre un mese e mezzo evocata sulla stampa locale e presentata con enfasi come un fondamentale appuntamento voluto fortemente dal Presidente della Provincia di Siracusa, Bruno Marziano, per sciogliere i nodi infrastrutturali del nostro territorio. Nel doveroso omaggio di benvenuto che in ogni caso va rivolto ad un esponente del Governo nazionale in visita nella nostra terra, non può sottacersi, altrettanto doverosamente, una valutazione sulla oggettiva valenza di una presenza che non appare foriera di alcun potenziale risultato oggettivo per il nostro territorio.
Il ministro Bianchi, infatti, non è l’interlocutore istituzionale che interesserebbe avere per la soluzione delle problematiche infrastrutturali della provincia di Siracusa. La competenza nel settore delle opere pubbliche, infatti, è del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e non certo del Ministro Bianchi che, al massimo, come recita la sua delega, ‘esprime per quanto di competenza, il concerto sugli atti di programmazione degli interventi di competenza del Ministero delle Infrastrutture’. Affrontare quindi con il Ministro Bianchi, che passerà alla storia come il primo e più accanito affossatore del ponte sullo stretto di Messina, le problematiche connesse alla apertura dell’autostrada Siracusa-Gela, alla messa in sicurezza della SS124, il completamento dell’autostrada Catania-Siracusa, la paventata chiusura del porto di Augusta, oltre che tutte le questioni relative agli interventi per il potenziamento delle ferrovie dello Stato, appare un quasi inutile esercizio dialettico poiché, nella migliore delle ipotesi, il nostro illustre ospite potrà prendere atto delle richieste e trasferirle al Ministro competente.
L’unica opportunità offerta dalla presenza del Ministro Bianchi, quindi, è quella di potergli contestare di persona il gravissimo errore, dovuto solo a pregiudizio ideologico, per la mancata realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, che condanna la Sicilia all’emarginazione rispetto agli assi strategici dei trasporti dell’UE, e costituisce, conseguentemente, un gravissimo presupposto negativo per le potenzialità di sviluppo e integrazione dell’isola nel sistema economico europeo.
Un fatto di una gravità eccezionale, per niente compensato dalla truffaldina destinazione delle risorse del ponte per la realizzazione di altre opere pubbliche e infrastrutture in Sicilia e Calabria, in primo luogo perché si tratta di opere che, in ogni caso, si sarebbe dovuto realizzare, a maggior ragione in presenza del ponte e, in secondo luogo, perché è tutta da dimostrare l’effettiva spendibilità di tali risorse in rapporto alla sussistenza o meno dei relativi progetti.
In conclusione, l’unico effetto che potrà avere la visita del Ministro Bianchi a Siracusa, è solo di natura propagandistica. Il centro-sinistra locale, ormai sull’orlo di una crisi di nervi per una finanziaria che ha scontentato tutti, compresi i suoi elettori, tenta di ricorrere ad un Ministro non competente per illudere i cittadini che il Governo è attento ai bisogni della provincia che, invece, dopo l’impressionante mole di interventi disposti dal Governo di centro-destra proprio nel settore delle infrastrutture, rischia il totale black aut e conseguentemente un atteggiamento di gratuita penalizzazione, che minaccia di condannare Siracusa, insieme all’intera isola, ad una condizione di emarginazione. Tutto ciò appare ancor più grave se si considera l’imminente avvio dell’area di libero scambio nel Mediterraneo.
Davvero complimenti al Governo e, soprattutto, alla classe politica di centro-sinistra di questa provincia, che appare sempre più afflitta da forme irreversibili di eutanasia”.

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