Nicola Bono - Sito Ufficiale

09/08/2005

Petruzzelli: avviato procedimento disciplinare per valutare la correttezza dei comportamenti adottati dall.arch. Jacobitti

L'on. Nicola Bono, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali, è intervenuto in relazione alle ultime esternazioni del Direttore Regionale della Puglia, arch. Jacobitti, in merito alla ricostruzione del Petruzzelli.
"Fin dall'inizio di questa inquietante vicenda - ha dichiarato l'on. Nicola Bono -  ho evitato di polemizzare direttamente con il Direttore Regionale che, in tutti i modi, di recente sta tentando di personalizzare uno scontro che, invece, attiene esclusivamente a un livello istituzionale. Non sarà certo la sua ultima esternazione a farmi cambiare metodologia, non essendo in alcun modo interessato a polemizzare con alcun soggetto, né politico né istituzionale né, tanto meno, burocratico, perché in tutta la vicenda della ricostruzione del Petruzzelli accettare la logica delle polemiche è una scelta perdente ai fini dell'obiettivo principale che rimane, per quanto mi riguarda, la ricostruzione del prestigioso Teatro, dov'era, com'era e nel più breve tempo possibile. Questo è il mandato che ho assunto e che ho finora costantemente cercato di onorare. Per doverosa informazione nei confronti dell'opinione pubblica, ritengo però necessario precisare alcune questioni, che sono ampiamente dimostrabili in ogni sede. In primo luogo il Direttore Regionale è stato rimosso dall'incarico di seguire la vicenda della ricostruzione del Petruzzelli, perché, a giudizio del Ministero, ha operato in maniera disinvolta, senza il rispetto delle procedure e, soprattutto, senza fornire ogni doverosa informazione all'autorità politica centrale, che ha la responsabilità istituzionale di portare a compimento la ricostruzione. Infatti, la prima volta in assoluto che il sottoscritto e, quindi, il Ministero, ha avuto sentore di una ipotesi diversa rispetto a quella progettuale, risale a pochi giorni prima dell'inaugurazione del Foyer e precisamente il 10 giugno, allorquando l'arch. Jacobitti ne fece menzione nel corso di una sua audizione al CDA della Fondazione. Immediatamente convocato a Roma, da me e dal Direttore Nastasi, che aveva assistito in diretta a questa esternazione, l'arch. Jacobitti ebbe a dichiarare che si trattava di "mere ipotesi migliorative", formulate su sollecitazione non si sa bene di chi, certamente non del Ministero. Alle mie contestazioni sull'anomalia della procedura seguita e sulla sostanziale illegittimità di prevedere modifiche progettuali in corso d'opera, lo stesso Jacobitti, alla presenza dell'arch. Soragni e del Direttore Nastasi, ebbe a dichiarare che effettivamente si trattava di ipotesi che avrebbero comportato una revisione radicale del progetto e quindi una lievitazione conseguente dei tempi di esecuzione, oltre che dei costi relativi, tanto che anche lui riteneva inopportuno insistere su questa soluzione. In quella circostanza, tra l'altro, feci l'osservazione che si potevano ipotizzare anche delle decorazioni interne in oro zecchino e quindi, anziché di un maggior costo di 12 milioni di euro, si poteva parlare di 20 o anche di 30 milioni in più, perché evidentemente al cosiddetto concetto di "miglioria", perseguito in modo astratto, ovviamente non c'è limite.
Fu concordato in quella sede, eravamo alla vigilia dell'inaugurazione del Foyer, che l'indomani avremmo chiarito che si era trattato di semplici congetture e che, il progetto andava eseguito così com'era per ovvie ragione di correttezza e di opportunità, anche perché, su quello, c'era il consenso anche dei tre enti territoriali. Jacobitti in tal senso non solo si adeguò pubblicamente, ma rilasciò altresì alla stampa dichiarazioni improntate alla piena soddisfazione, circa le procedure adottate".
"A giugno ho evitato, quindi - ha proseguito il Sottosegretario - di assumere qualsivoglia procedimento formale nei confronti dell'arch. Jacobitti, perché avevo ritenuto lo scivolone causato dalle sue dichiarazioni al CDA del Petruzzelli frutto di un errore di valutazione. L'insistenza, adesso, dell'arch. Jacobitti circa le ipotesi progettuali nuove e diverse, che lo stesso definisce addirittura essenziali ai fini della corretta esecuzione dei lavori di ricostruzione, e soprattutto le sue gravi affermazioni nei confronti miei e del Ministero, mi costringono ad un diverso atteggiamento, teso a salvaguardare il prestigio e l'onorabilità dell'organo politico del Ministero. Per tali ragioni, in data odierna, di concerto con il Ministro Buttiglione, ho richiesto al competente Capo Dipartimento di avviare il procedimento disciplinare teso ad accertare la correttezza dei comportamenti adottati dal Direttore Regionale della Puglia, arch. Gian Marco Jacobitti. Nelle more del provvedimento disciplinare, non posso che confermare, da un lato l'assoluta esclusione dell'arch. Jacobitti da qualsivoglia attività connessa ai lavori di ricostruzione, dall'altro l'assoluta correttezza, validità e completezza del progetto a suo tempo approvato, che non ha bisogno di alcuna "ipotesi migliorativa" per la quale Jacobitti, qualora avesse avuto davvero ragione di farsene promotore, avrebbe potuto e dovuto formulare la proposta nelle forme e nei modi stabiliti dalla legge".
"Trattasi di una vicenda - ha concluso Bono - che a questo punto cercheremo di chiarire e di capire in ogni suo aspetto ma che mi auguro non sia utilizzata da nessuno per alimentare ulteriori remore e ritardi pretestuosi rispetto alla corretta esecuzione dei lavori di ricostruzione, anche perché l'accordo raggiunto con gli Enti Pubblici Locali nella recente riunione del 28 luglio, e la conseguente nomina dei consulenti da parte della Fondazione, consente di chiarire qualsiasi, residua perplessità sulla reale validità del progetto approvato. Desidero ribadire che, contro la logica del polemizzare per non fare, magari con la scusa di fare meglio, la ferma intenzione del Ministero è di procedere, senza indugio, nell'iter stabilito, al fine di restituire il teatro funzionante entro i tempi stabiliti dalla convenzione del 2002".

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