“Prendiamo atto che si tratta di una clamorosa occasione perduta dal Governo, per realizzare finalmente una legge che regolamentasse in maniera trasparente e impermeabile alle attività illegali il mondo del calcio che, ciclicamente, è investito da fenomeni di corruzione e malcostume”. Così l’on. Nicola Bono, capogruppo AN in commissione Cultura della Camera dei Deputati ha commentato la scelta del governo in merito al provvedimento di legge sulla cessione dei diritti sportivi.
“I due pilastri su cui si fondava l’esigenza del superamento dell’attuale situazione erano, da un lato la cessione collettiva dei diritti televisivi delle società calcistiche e, dall’altro, l’abolizione del fine di lucro. Anche se finalmente è passato il principio della cessione collettiva dei diritti, così come richiesto da AN sin dalla scorsa legislatura, appare inaccettabile il merito delle scelte adottate. Abbiamo contestato, infatti, la concessione della delega al Governo in una materia che doveva essere gestita dal Parlamento, la mancata definizione delle percentuali da assegnare agli scopi di mutualità e al riequilibrio economico tra grandi e piccole società, ma soprattutto l’indecente previsione di riconoscere un ruolo monopolistico nell’ambito della piattaforma satellitare a SKY. In tal modo non solo si sono violati i principi basilari di generalità e astrattezza che devono sempre presiedere nel varo di ogni provvedimento legislativo, ma si è soprattutto danneggiato, in maniera forse grave, il sistema calcistico italiano poiché solo in un sistema di libera concorrenza tra tutti gli operatori della comunicazione si sarebbe potuto garantire il massimo risultato possibile dalla cessione dei diritti televisivi.”.
“La delusione maggiore – ha proseguito Bono – è comunque dovuta alla mancata approvazione dell’abolizione del fine di lucro, introdotto nel 1996 proprio dal governo di centrosinistra e mantenuta ‘oggi’ da una maggioranza sorda all’esigenza di eliminare la principale ragione di permeabilità all’illegalità da parte del calcio italiano”.
“Per questi motivi – ha concluso Bono – Alleanza Nazionale non poteva votare a favore della legge sulla cessione dei diritti sportivi. Paradossalmente il partito che aveva segnalato per primo l’esigenza di intervenire con una legge nel settore, è quello che si trova costretto a votare contro questa proposta, svuotata dei contenuti dalle perniciose scelte della maggioranza del Governo”.